Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
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La legalità è un optional? Sembrerebbe di sì, almeno per il presidente degli industriali spezzini che si è lanciato in una forsennata reprimenda delle azioni del nostro Comitato, di Italia Nostra e del WWF, al grido di una nuova parola d'ordine: "Contiamoci!".
Contiamoci pure, così il presidente confindustriale scoprirà che gli aderenti al Comitato sono più di 14.000 e che Italia Nostra e il WWF, oltre che essere serissime e storiche associazioni ambientaliste, contano migliaia di iscritti in tutta Italia.
Contiamo però anche gli imprenditori spezzini, quelli veri però, con l'esclusione di quelli che fanno solo numero dentro l'Associazione degli Industriali, quelli le cui aziende sono poco più che scatole vuote, quelli che hanno al massimo un ufficio da spedizioniere...
Si accorgerà il nostro presidente, che pur contando alcune validissime aziende industriali, sia grandi che piccole, le aziende che si possono definire industriali per attività e struttura sono purtroppo davvero scarse nella nostra Provincia.
Ma a proposito, chi rappresenta la Confindustria locale è a capo di qualche attività che si possa definire industriale, o è anche lui un ex?
Quindi se parliamo di numeri il terreno mi sembra scivoloso per chi ha lanciato la sfida...
Ma detto questo, che ha un suo lato anche comico, visto da chi viene la sfida, cerchiamo di essere seri in questa vicenda dei dragaggi, perché ormai tutti si sentono in diritto di intervenire sulla questione sparando le più grosse sciocchezze. Tra l'altro proprio due giorni fa l'Autorità Portuale ha con soddisfazione riferito pubblicamente che anche per il 2005 il risultato del porto container è stato molto positivo.
Ma che senso ha porre la questione su quanti sono favorevoli o contrari ai dragaggi?
Qui non c'entrano nulla i numeri, qui si parla solo di leggi che vengono o non vengono rispettate!
Ma quale tipo di cultura della legalità ha un politico o un dirigente di associazione che, motivato solo dai tornaconti politici ed economici di pochi, si arroga il diritto di censurare chi si rivolge alla Magistratura per fare rispettare la legge posta a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini?
Evidentemente si ignorano anche i principi fondamentali dello "stato di diritto".
Ma in base a questi principi anche un solo cittadino, e non solo il Comitato che ne rappresenta 14.000, può rivolgersi ai Tribunali per far rispettare la legge!
Noi ci siamo rivolti al TAR Liguria e al Consiglio di Stato insieme ad Italia Nostra e al WWF perché si voleva raggirare la legge sulle bonifiche, legge nazionale che norma i siti inquinati, come il nostro golfo.
Abbiamo vinto perché quei dragaggi erano illegittimi.
Adesso si ripropongono i soliti dragaggi, camuffati da bonifica, facendo rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta. E' partita in questi giorni l'offensiva mediatica di chi difende gli interessi di ben individuati poteri economici per far credere all'opinione pubblica che se non si fanno i dragaggi sono a rischio i luminosi destini economici di questa Provincia.
Noi invece, che non rappresentiamo né interessi economici né rispondiamo a partiti politici esprimiamo la volontà di migliaia di cittadini che non vogliono né i dragaggi camuffati da bonifica, né l'ampliamento del porto container.
Se passerà il nuovo Piano Regolatore del Porto, con i suoi 300.000 mq di interramenti e il raddoppio del movimento dei container, il destino di questo nostro straordinario golfo sarà segnato per sempre.
E questo non per ragioni puramente ambientali, ma anche per ragioni economiche.
Sono anni che cerchiamo di far capire che il futuro del nostro golfo si baserà principalmente sulla cantieristica nautica, sui porticcioli, sul turismo qualificato.
In questa visione c'è posto naturalmente anche per il porto mercantile, ma non nella posizione dominante che si vuole imporre alla città. Di container ne arrivano abbastanza in questo golfo, abbiamo invece perso ogni traffico di traghetti e non è stato fatto niente per le navi da crociera.
Questa nostra visione, che per le caratterisctiche del nostro golfo è dettata soprattutto dal buon senso (ma come si può pensare di potenziare un porto container davanti ad una città e dentro uno dei più pregevoli golfi del mondo?), si scontra con interessi costituiti, molto radicati e ben rappresentati nelle forze politiche ed economiche che dominano la nostra città, e sono ben presenti sia nella maggioranza che nell'opposizione.
Questi interessi e queste forze, quando influenzano e determinano le scelte strategiche del territorio, seguono la regola del massimo profitto, mentre gli interessi della collettività diventano assolutamente subalterni.
E' una visione dell'economia e della politica conservatrice in senso negativo, di corto respiro, tesa a difendere solo l'esistente ed il proprio interesse immediato, sempre con un sguardo più al passato che al futuro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, almeno di chi vuol vedere la realtà: un declino inesorabile di questa città, che invecchia sempre più e dove i giovani devono scappare.
Manca un disegno generale di grande respiro, di trasformazione vera del tessuto economico, di un rinnovamento radicale della classe dirigente, di una nuova classe imprenditoriale.
Invece eccoli qua, i nostri capitani d'industria (senza fabbriche), attraversati da una scossa elettrica e da fremiti solo quando devono difendere i propri interessi di bottega.
Sono talmente incapaci di qualsiasi scatto ideale, di un qualsiasi disegno che porti vantaggi non solo a loro ma anche alla collettività, che non riescono a capacitarsi di come qualcuno possa occuparsi di qualcosa che va oltre il proprio interesse particolare.
Disegni misteriosi ed inconfessabili sono, per loro, quelli di chi si prende la briga di rivolgersi alla magistratura per vedere rispettata la legge e per salvare un patrimonio che è di tutta la collettività.
Per loro questo è inconcepibile.
Io credo che una società in cui domini solo l'egoismo dell'interesse immediato e particolare, sia in politica che in economia, sia una società malata e in decadenza.
E la nostra è purtroppo una città in decadenza perché manca in tutte le categorie il senso dell'interesse collettivo.
Una città che ha rinunciato alla bellezza, al rispetto della natura, alla qualità della vita, che sono tutti valori collettivi, è una città che si condanna ad un inesorabile declino.
Quelle montagne di rottame rugginoso che con gran disprezzo per gli abitanti sono state scaricate in porto davanti al centro cittadino ci sembrano l'emblema dei risultati conseguiti da questa classe dirigente: un mucchio di rottami, appunto.....
Enrico Schiffini
Comitato per la Salvaguardia del Golfo dei Poeti
Legambiente ritorna sulla vicenda del dragaggio al molo Ravano chiedendo il ritiro del documento incriminato "Il molo Ravano - commenta il Circolo Nuova Ecologia - verrebbe di fatto stralciato dal sito di bonifica nazionale, e questo creerebbe un precedente inaccettabile dal punto di vista della legittimità".
In altre parole, secondo l'Associazione Ambientalista, il documento firmato da Bucchioni a mandato scaduto è illegittimo perché non è inserito nel Piano Generale di Bonifica.
"Abbiamo scritto al Ministero dell'Ambiente - commenta Paolo Varrella di Legambiente - chiedendo di convocare una apposita Conferenza dei Servizi per includere il Molo Ravano nel Piano di Bonifica. L'aver posto come obiettivo comune la Bonifica del Golfo era ed è un punto di forza per tutta la comunità, e dispiace constatare che chi ha lanciato la "polpetta avvelenata" lo ha fatto con l'evidente intento di creare solo disordine.
"Ci auguriamo - conclude Legambiente - che il Ministero dell'Ambiente sia coerente con l'impegno della bonifica e che si possa giungere ad una riqualificazione generale del Golfo della Spezia nel rispetto di tutte le attività."
www.legambientespezia.com
Se confermata, la notizia che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici avrebbe approvato il progetto di rimozione di 150.000 tonnellate di metri cubi di materiale dal fondale antistante il molo Ravano, lascerebbe aperti più di un interrogativo:
1) Come è possibile che il giorno Martedì 15 Marzo alla conferenza dei servizi convocata presso il ministero dell’Ambiente venga approvato un piano generale di bonifica del golfo della Spezia, condiviso da tutti, e il giorno dopo si annunci l’approvazione del progetto di dragaggio del fondale del Ravano?
2) Perché il suddetto progetto non figurava tra gli argomenti all’ordine del giorno della riunione della conferenza dei servizi di Martedì?
3) Quali sono le prescrizioni ambientali che ha ricevuto il progetto?
Al di la di considerazioni di carattere giuridico, sulle quali la nostra associazione ha dato mandato ai propri legali di valutare tutte le azioni da svolgere, crediamo che la risposta sia nel continuo, pervicace atteggiamento da parte dell’Autorità Portuale di lavorare senza il giusto coinvolgimento dell’insieme della comunità spezzina alle scelte.
Se fosse vero che, col paravento della recente sentenza del consiglio di stato che ha “sbloccato” il dragaggio, si è praticato un percorso parallelo alla conferenza dei servizi e quindi alla definizione di progetti parziali dentro comunque un piano generale di bonifica, il nostro giudizio politico sull’incapacità e la non volontà di questa Autorità Portuale di perseguire scelte condivise dall’intera cittadinanza spezzina non può che trovare una nuova conferma.
Legambiente chiederà, tramite la propria direzione nazionale, copia dell’atto autorizzatorio al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
per Legambiente
Il Presidente Regionale Ligure
Stefano Sarti