Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
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PORTO, "STRADE BLU" SCONFESSA BUCCHIONI
Da Egidio Banti, notiziario
Nuova pesante sconfessione per Giorgio Bucchioni e per il suo piano portuale che, ormai, fa davvero acqua da tutte le parti. Questa volta la "sconfessione" non viene dagli ambientalisti o dai comitati, bensì da "Strade blu", cioè dall’importante operatore privato che, in Italia, sta cercando di realizzare il progetto detto delle "Autostrade del mare".
Un progetto, come è noto, finanziato con fondi europei e caldeggiato più volte anche dal presidente Ciampi (da ultimo martedì scorso al varo di Riva Trigoso).
E’ ben noto come Bucchioni – innamorato dei container in maniera persino parossistica – non voglia che alla Spezia facciano capo le "Autostrade del mare".
Per una semplice, e per lui buona ragione: con "Strade blu" non ci sarebbero contenitori da scaricare e da ricaricare, ma soltanto autotreni che entrano ed escono dalle navi.
Quindi non servirebbero (o, meglio, servirebbero assai meno) gru giganti né nuovi piazzali da ricavare interrando il mare.
Così, nel progetto di piano portuale varato quattro anni or sono, delle "Autostrade del mare" non si fa cenno, e la questione è già stata notata – criticamente – dal comitato tecnico regionale che ha esaminato il documento per il parere sulla valutazione di impatto ambientale.
Sino ad oggi, Bucchioni e i suoi (sconsiderati) sostenitori hanno ribattuto che al mercato delle "Autostrade del mare" il porto di Spezia non interessa.
Falso, come emerge dalla notizia battuta il 22 luglio scorso dall’Ansa:
"GENOVA, 22 LUG - Si potenziano e assumono ulteriore spessore i piani di sviluppo di Strade Blu, la società armatoriale che fa capo a Virgilio Cimaschi e Carlo Tavella e alla quale partecipa in modo significativo la 21Investimenti di Alessandro Benetton. Entro la fine dell' anno in corso, la società ha infatti in programma l'apertura di una nuova linea di collegamento fra l'Alto Tirreno e la Sicilia. Non è affatto escluso, anzi è molto probabile, informa una nota della società, che la scelta per quanto concerne il versante nord della linea cada sul porto della Spezia che fornisce una serie importante di garanzie e di elementi competitivi rispetto ad altri scali".
Quindi:
1) Non è vero che la crisi dei contenitori è, per il porto di Spezia, una crisi irreversibile;
2) Non è vero che non ci sono alternative;
3) Il piano del porto va comunque rivisto, proprio come andiamo ripetendo da mesi.
BUCCHIONI NON SI CAPACITA DI DOVER RISPETTARE LE LEGGI IN MATERIA DI DRAGAGGI.
PAGANO RIPENSACI!
Dal Secolo:
Ieri sera la notizia della bocciatura del dragaggio ha aperto "Striscia la Notizia", il tg satirico di Canale 5 che con il Gabibbo aveva seguito la vicenda. Ed è stata accompagnata dai commenti, anche questi più che favorevoli del sindaco di Lerici e di Legambiente. «Il Tar ha dato ragione alle nostre legittime preoccupazioni - ha detto Emanuele Fresco, sindaco schierato fin dal principio contro il dragaggio - Preciso che non conosco le motivazioni, tuttavia l'idea dell'autorità portuale di dragare il fondo, malgrado l'esistenza del caso Pitelli, ci è sempre parsa una scorciatoia illegittima». E Legambiente, pur non ammessa al dibattimento: «Dopo questo verdetto richiamiamo la politica ad una profonda riflessione sul futuro del nostro territorio. Chi ha sbagliato ignorando volutamente le normative in materia ambientale si assuma le proprie responsabilità».
Giudizio positivo da parte dell'onorevole Egidio Banti: «La sentenza conferma quanto ho sempre sostenuto. Ci sono le leggi e bisogna rispettarle, salvaguardando ambiente e lavoro». Ha preferito, invece, attendere oggi il sindaco Pagano, per conoscere le motivazioni della decisione del Tar contenute peraltro in 47 pagine.
Corposità di motivazione sottolineata anche dall'Autorità portuale. «Apprendiamo che, finalmente, è stata depositata da parte del Tar Liguria la sentenza di merito sul dragaggio - si legge in una nota - Non è ancora noto il dispositivo della sentenza, articolato in ben 47 pagine a testimoniare della delicatezza, della problematicità giuridica e dell'importanza della materia. Nel contempo se compete al Giudice Amministrativo individuare i vizi nella procedura seguita, ci attendiamo che il Tar abbia anche individuato qual'è la strada giusta che si deve seguire per effettuare i dragaggi che, lo ricordiamo, oltre ad essere una obiettiva necessità per la sopravvivenza del porto, costituiscono un compito stabilito dalla legge, per le Autorità portuali. Crediamo che, qualunque sia il dispositivo della sentenza, le operazioni di dragaggio siano più vicine e più certe. Unico rammarico l'aver perso troppo tempo insieme alla certezza delle maggiori spese a cui dobbiamo, comunque, andare incontro».
(tratto dal Secolo XIX on line, articolo di Roberto Berio 19/03/2004 )
E i soldi ci sono per queste maggiori spese?
Quanto si risparmierebbe in tempo ed in denaro potenziando altre attività, magari legate al turismo?
LASCIAMOLO LAVORARE!
Alla luce della recente sentenza del TAR, con la quale questa sera ha addirittura esordito "Striscia la notiza" (grazie a tutto lo staff di Ricci!) sono andato a rileggermi la querelle estiva Grondacci-Bucchioni, ve la ripropongo:
1-Grondacci scrive a Bucchioni
Lasciamolo lavorare.
Richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale
del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
e del Ministero dei Beni e le Attività Culturali
L’Autorità Portuale della Spezia, Ente di diritto pubblico, con sede in Via del Molo 1,
ai sensi dell’art. 5 del D.P.C.M. 10/08/88 n. 377,
RENDE NOTO
- che in data 27/02/2004 ha presentato domanda di pronuncia di compatibilità ambientale al
Ministro dell’Ambiente ed al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali per l’attuazione del
Piano Regolatore Portuale;
- che tale intervento rientra nella casistica prevista dall’art. 1 comma 2 del D.P.C.M. 10/08/-
88 n. 377 in quanto interventi di modifica di un’opera prevista dal comma 1, lettera b)
dell’articolo citato;
- che come previsto dalla legge 84/94 il PRP è stato approvato dal Consiglio Superiore dei
lavori pubblici nella seduta del 24/10/2003 con voto 259/03;
- che il PRP investe i Comuni della Spezia, di Lerici e di Porto Venere;
- che il PRP prevede la realizzazione di una serie di interventi finalizzati a migliorare la funzionalità
del porto nelle condizioni attuali di traffico e nella prospettiva di crescita della domanda
di trasporto prevista al 2010 di n. 150 accosti navi passeggeri e 1.639.000 TEU;
- che gli interventi previsti riguardano principalmente banchine, capannoni e pontili galleggianti;
- che il PRP, lo Studio di Impatto Ambientale e la sintesi non tecnica di quest’ultimo sono a
disposizione del pubblico presso la Regione Liguria, Servizio Tutela Ambientale, in via
D’Annunzio 113, Genova;
- che ai sensi dell’art. 6, comma 9 della legge 349/86, qualsiasi cittadino, previa consultazione
del progetto e dello studio di impatto ambientale, può presentare le proprie osservazioni,
istanze o pareri in forma scritta, entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente annuncio,
al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio - Direzione Generale per la
Salvaguardia Ambientale, via Cristoforo Colombo, 44 - 00147 Roma, al Ministero dei Beni e
le Attività Culturali, via di San Michele, 22 - 00153 Roma ed alla Regione Liguria - Servizio
VIA, via D’Annunzio, 113 - 16121 Genova.
La Spezia, 28 febbraio 2004.
IL RAPPRESENTANTE LEGALE DELL’AUTORITA’ PORTUALE
Dott. Giorgio S. Bucchioni