Poeti e Veleni nel Golfo

Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
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Appello per la Giustizia - Per De Magistris
martedì, dicembre 05, 2006

Il Piano Regolatore Portuale della Spezia è da cambiare




 

Legambiente La Spezia è intervenuta Venerdì 1 Dicembre alle audizioni in IV^ Commissione della Regione Liguria nell'ambito dell'approvazione del Piano Regolatore Portuale della Spezia ribadendo, con un deciso "No", la bocciatura in toto del PRP giudicandolo datato, altamente squalificante per il territorio e l'ambiente e non rispondente alle aspettative in termini di posti di lavoro e salute per cittadini e lavoratori. Ecco alcuni passaggi salienti dell'intervento.

 

-La realizzazione di nuovi banchinamenti comporterà un ingente tombamento dello specchio acqueo di Levante, tale da rallentare e modificare il corso delle correnti e rendendo così più difficile il ricambio acqueo.


 

-L'aumento del traffico container comporterà un numero di autocarri/giorno al 2010 di ben 2387 unità (scenario basso) e 3144 unità (scenario alto) secondo gli scenari previsti dal PRP. Si produrrà un inquinamento aggiuntivo da polveri, idrocarburi policiclici aromatici ed altri inquinanti aeriformi provenienti dai oltre 700.000 TIR/anno complessivamente necessari a tale movimentazione.

 

-Il nuovo aumento del traffico rispetto alla situazione attuale rischia di riversarsi tutto sulla viabilità ordinaria, giacché la strada sub-alvea non è in grado di convogliare più di 120.000 containers (equivalenti a circa 150.000 TEUs l’aumento del numero e della capienza delle navi portacontainers, oltre che rappresentare un’evidente alterazione delle percezioni ambientali e paesaggistiche del golfo, comporterà l’aumento della dispersione in atmosfera di inquinanti derivanti dalla combustione dei loro motori.

 

-In conclusione l’alterazione dell’ecosistema complessivo del golfo causata dall’espansione degli sporgenti portuali e dalla crescita del traffico navale e di containers, inciderà assai negativamente sui modelli di sviluppo alternativo, orientati alla qualità ambientale, al turismo sostenibile e consapevole; nuocerà tanto alle zone a Ponente, che sono strutturalmente vicine ai punti di eccellenza del Comune di Portovenere e delle Cinque Terre, quanto al Levante che confina col comune di Lerici.

 

Se i cittadini della Spezia vedranno transitare 1.600.000 TEUs/anno (per larga parte nella viabilità urbana), con tutti i disagi aggiuntivi sopra ricordati, vedranno crescere significativamente l’occupazione e la ricchezza solo nelle Regioni vicine (Emilia, Lombardia e Veneto), arricchendo alla Spezia solo i terminalisti privati per i quali è quasi indifferente che un container sia pieno o vuoto: il business si realizza sulle tariffe di sbarco/imbarco e movimentazione.

 

"Forse le pubbliche Istituzioni locali - ha commentato Paolo Varrella di Legambientedovrebbero cominciare da oggi a preoccuparsi delle reazioni della popolazione nel medio termine e domandarsi se la sostenibilità non solo ambientale, ma anche economico-sociale per la Collettività, sia stata massimizzata con le scelte “unidirezionali” previste dal PRP".

postato da: sciac alle ore 00:03 | link | commenti
categorie: dragaggio, prp piano regolatore portuale
sabato, aprile 01, 2006

Gatti e pesci d'aprile

Come nella muiglior tradizione non poteva oggi mancare il pesce d'aprile.

A fornirlo è Gatti con le sue dichiarazioni alla stampa:

“Dopo la caratterizzazione del Golfo realizzata dalla Giunta Biasotti e il piano preliminare di bonifica costruito dal Ministero dell’Ambiente, che renderanno possibile lo sblocco degli investimenti a mare e il dragaggio dei fondali, arriva il via libera al nuovo Piano Regolatore Portuale che consente di traguardare la crescita competitiva del nostro scalo attraverso l’indispensabile razionalizzazione delle banchine operative.

Con questo atto di straordinaria importanza del Ministro Matteoli il centrodestra conclude la legislatura mantenendo tutti gli impegni assunti per favorire lo sviluppo del nostro porto.

La firma finale del Ministro Buttiglione avverrà sicuramente entro pochi giorni, concludendo così un iter approvativo atteso da tutti gli operatori e i lavoratori del porto."

Di altro tenore il comunicato di Legambiente:

"LEGAMBIENTE LA SPEZIA - COMUNICATO STAMPA

NON C'E' NESSUN VIA LIBERA AL PIANO REGOLATORE PORTUALE


LA SOLA FIRMA DEL MINISTRO MATTEOLI NON BASTA A CHIUDERE LA PARTITA SULLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE


NESSUNO SFRUTTI LA CAMPAGNA ELETTORALE PER DICHIARAZIONI PROPAGANDISTE


Il consigliere comunale della Spezia Giacomo Gatti vende la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Ci si permetta questa infelice battuta (dal punto di vista faunistico) per commentare le dichiarazioni rilasciate in occasione delle firma del Ministro Matteoli sul decreto ministeriale che approva, in senso positivo, la valutazione di impatto ambientale sul progetto di piano regolatore portuale.

Infatti questa può essere considerata tutt'al più come una mera notizia. Senza la firma congiunta del ministro dei beni culturali ed ambientali, On. Bottiglione non vi è alcuna conseguenza giuridica seria all'atto di Matteoli, e non può iniziare la procedura di approvazione definitiva che è, per legge, assegnata alla Regione Liguria.

Legambiente è da sempre critica sul progetto di Piano Regolatore Portuale presentata dall'AP della Spezia e sulla quale è stata ottenuta l'intesa (con prescrizioni) da parte dei comuni della Spezia e Portovenere, mentre il comune di Lerici ha espresso voto contrario.

Riteniamo che il Prp così come proposto sia impugnabile per mancanza di requisiti di sostenibilità ambientale.

Per questo chiediamo che non venga promulgato il decreto che recepisce la VIA e che si inizi un percorso di rinegoziazione del Prp e che si introducano davvero, come richiesto dalle leggi italiane e dalle direttive europee, criteri di sostenibilità ambientale che permettano di avere un Piano Regolatore Portuale che dia sicurezza e futuro al porto spezzino senza per questo cancellare ogni possibile futuro per la città: un futuro fatto di attività diversificate da quelle del traffico cointaners, e ciè stazione marittima, passeggeri, turismo e nautica da diporto."





giovedì, febbraio 23, 2006

La legalità è un optional?

(da Enrico Schiffini, pres. comitato per la salvaguardia del Golfo dei Poeti)

La legalità è un optional? Sembrerebbe di sì, almeno per il presidente degli industriali spezzini che si è lanciato in una forsennata reprimenda delle azioni del nostro Comitato, di Italia Nostra e del WWF, al grido di una nuova parola d'ordine: "Contiamoci!".

Contiamoci pure, così il presidente confindustriale scoprirà che gli aderenti al Comitato sono più di 14.000 e che Italia Nostra e il WWF, oltre che essere serissime e storiche associazioni ambientaliste, contano migliaia di iscritti in tutta Italia.

Contiamo però anche gli imprenditori spezzini, quelli veri però, con l'esclusione di quelli che fanno solo numero dentro l'Associazione degli Industriali, quelli le cui aziende sono poco più che scatole vuote, quelli che hanno al massimo un ufficio da spedizioniere...

 Si accorgerà il nostro presidente, che pur contando alcune validissime aziende industriali, sia grandi che piccole, le aziende che si possono definire industriali per attività e struttura sono purtroppo davvero scarse nella nostra Provincia.

 Ma a proposito, chi rappresenta la Confindustria locale è a capo di qualche attività che si possa definire industriale, o è anche lui un ex?

Quindi se parliamo di numeri il terreno mi sembra scivoloso per chi ha lanciato la sfida...

 Ma detto questo, che ha un suo lato anche comico, visto da chi viene la sfida, cerchiamo di essere seri in questa vicenda dei dragaggi, perché ormai tutti si sentono in diritto di intervenire sulla questione sparando le più grosse sciocchezze. Tra l'altro proprio due giorni fa l'Autorità Portuale ha con soddisfazione riferito pubblicamente che anche per il 2005 il risultato del porto container è stato molto positivo.

 Ma che senso ha porre la questione su quanti sono favorevoli o contrari ai dragaggi?

Qui non c'entrano nulla i numeri, qui si parla solo di leggi che vengono o non vengono rispettate!

 Ma quale tipo di cultura della legalità ha un politico o un dirigente di associazione che, motivato solo dai tornaconti politici ed economici di pochi, si arroga il diritto di censurare chi si rivolge alla Magistratura per fare rispettare la legge posta a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini?

Evidentemente si ignorano anche i principi fondamentali dello "stato di diritto".

Ma in base a questi principi anche un solo cittadino, e non solo il Comitato che ne rappresenta 14.000, può rivolgersi ai Tribunali per far rispettare la legge!

Noi ci siamo rivolti al TAR Liguria e al Consiglio di Stato insieme ad Italia Nostra e al WWF perché si voleva raggirare la legge sulle bonifiche, legge nazionale che norma i siti inquinati, come il nostro golfo.

Abbiamo vinto perché quei dragaggi erano illegittimi.

Adesso si ripropongono i soliti dragaggi, camuffati da bonifica, facendo rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta. E' partita in questi giorni l'offensiva mediatica di chi difende gli interessi di ben individuati poteri economici per far credere all'opinione pubblica che se non si fanno i dragaggi sono a rischio i luminosi destini economici di questa Provincia.

Noi invece, che non rappresentiamo né interessi economici né rispondiamo a partiti politici esprimiamo la volontà di migliaia di cittadini che non vogliono né i dragaggi camuffati da bonifica, né l'ampliamento del porto container.

Se passerà il nuovo Piano Regolatore del Porto, con i suoi 300.000 mq di interramenti e il raddoppio del movimento dei container, il destino di questo nostro straordinario golfo sarà segnato per sempre.

E questo non per ragioni puramente ambientali, ma anche per ragioni economiche.

Sono anni che cerchiamo di far capire che il futuro del nostro golfo si baserà principalmente sulla cantieristica nautica, sui porticcioli, sul turismo qualificato.

In questa visione c'è posto naturalmente anche per il porto mercantile, ma non nella posizione dominante che si vuole imporre alla città. Di container ne arrivano abbastanza in questo golfo, abbiamo invece perso ogni traffico di traghetti e non è stato fatto niente per le navi da crociera.

Questa nostra visione, che per le caratterisctiche del nostro golfo è dettata soprattutto dal buon senso (ma come si può pensare di potenziare un porto container davanti ad una città e dentro uno dei più pregevoli golfi del mondo?), si scontra con interessi costituiti, molto radicati e ben rappresentati nelle forze politiche ed economiche che dominano la nostra città, e sono ben presenti sia nella maggioranza che nell'opposizione.

Questi interessi e queste forze, quando influenzano e determinano le scelte strategiche del territorio, seguono la regola del massimo profitto, mentre gli interessi della collettività diventano assolutamente subalterni.

E' una visione dell'economia e della politica conservatrice in senso negativo, di corto respiro, tesa a difendere solo l'esistente ed il proprio interesse immediato, sempre con un sguardo più al passato che al futuro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, almeno di chi vuol vedere la realtà: un declino inesorabile di questa città, che invecchia sempre più e dove i giovani devono scappare.

Manca un disegno generale di grande respiro, di trasformazione vera del tessuto economico, di un rinnovamento radicale della classe dirigente, di una nuova classe imprenditoriale.

Invece eccoli qua, i nostri capitani d'industria (senza fabbriche), attraversati da una scossa elettrica e da fremiti solo quando devono difendere i propri interessi di bottega.

Sono talmente incapaci di qualsiasi scatto ideale, di un qualsiasi disegno che porti vantaggi non solo a loro ma anche alla collettività, che non riescono a capacitarsi di come qualcuno possa occuparsi di qualcosa che va oltre il proprio interesse particolare.

Disegni misteriosi ed inconfessabili sono, per loro, quelli di chi si prende la briga di rivolgersi alla magistratura per vedere rispettata la legge e per salvare un patrimonio che è di tutta la collettività.

Per loro questo è inconcepibile.

Io credo che una società in cui domini solo l'egoismo dell'interesse immediato e particolare, sia in politica che in economia, sia una società malata e in decadenza.

E la nostra è purtroppo una città in decadenza perché manca in tutte le categorie il senso dell'interesse collettivo.

Una città che ha rinunciato alla bellezza, al rispetto della natura, alla qualità della vita, che sono tutti valori collettivi, è una città che si condanna ad un inesorabile declino.

Quelle montagne di rottame rugginoso che con gran disprezzo per gli abitanti sono state scaricate in porto davanti al centro cittadino ci sembrano l'emblema dei risultati conseguiti da questa classe dirigente: un mucchio di rottami, appunto.....

Enrico Schiffini
Comitato per la Salvaguardia del Golfo dei Poeti

 


domenica, febbraio 12, 2006

Dragaggio: nuovo ricorso

La bonifica del golfo della Spezia rischia di rimanere di nuovo al palo.
Dopo la nuova richiesta di sospensiva al TAR della Liguria contro i decreti
dei ministri dell'Ambiente, della Salute e delle Attività produttive,
formulata in questi giorni dal Comitato Difesa Golfo dei Poeti, da Italia
Nostra e dal WWF, si sono infatti espresse le istituzioni (Comune, Provincia
e Regione) e l'Assoindustria locale, con un taglio che ha suscitato più di
una contrarietà.
Vogliamo subito affermare che il ricorso presentato è per noi un atto
legittimo, in larga parte condivisibile, e comunque sia è un diritto sancito
dal nostro ordinamento per tutti, singoli cittadini, associazioni e
istituzioni.
Quello che proprio non va è invece l'atteggiamento assunto da istituzioni e
industriali, che vede nel ricorso solo un mero cavillo giuridico e, nello
sfondo un problema di mero carattere politico.
Noi siamo convinti che la questione del golfo della Spezia e della sua
bonifica e riqualificazione risponda a due ordini di criteri:
1) il rispetto delle leggi ambientali in materia di bonifiche (leggi D.M.
471/99)
2) la bonifica dell'intero sito come occasione e non come un problema per la
città.

Stupisce che le istituzioni non capiscano o facciano finta di non capire
delle questioni fondamentali e cioè:

1) I decreti emessi alla fine di dicembre 2005 dai tre ministeri sopracitati
sono stati realizzati senza un piano preliminare di bonifica che comprenda
tutto l'intero sito (perimetrato con legge) di Pitelli, sia a terra
(discariche e siti collegati) che a mare (golfo della Spezia).
2) Il piano preliminare di bonifica della sola area a mare è stato approvato
non solo senza la parte a terra, ma con la conferenza dei servizi presso il
Ministero dell'Ambiente, mentre anche questa doveva passare attraverso un
preciso atto autorizzatorio ministeriale.
3) I decreti sono in contraddizione con lo stesso piano preliminare di
bonifica a mare, che indicava in altre località (Pertusola su tutte) quelle
con grado di emergenza ambientale maggiore. I decreti individuano le zone di
escavazione e bonifica in aree non inquinate o poco inquinate. Perché?
4) Manca un tassello importante, e cioè la valutazione di impatto ambientale
dei progetti definitivi approvati con i decreti succitati, così come manca
il sito di destinazione finale dei fanghi (500.000 m3!).
5) I progetti che seguono l'approvazione dei decreti prevedono la
realizzazione di escavo tramite benna, e cioè non con l'applicazione delle
migliori tecnologie possibili, ma con quelle che, probabilmente, è quello
economicamente più conveniente.

Questi punti sono quelli che, senza pregiudizi ideologici, ma cercando di
dare un contributo davvero per la bonifica del nostro territorio,
Legambiente ha esposto al Ministero dell'Ambiente, alla Regione Liguria,
alla Provincia ed al Comune della Spezia, senza per il vero avere risposta
ufficiale, così come numerosi sono stati i contatti con il dirigente del
Ministero dell'Ambiente, dott. Gianfranco Mascazzini, da parte di
Legambiente Nazionale, per spiegare le nostre profonde critiche a dei
provvedimenti che presentavano così profonde lacune.

Sarebbe bene che Regione Liguria, Provincia e Comune della Spezia, invece di
sparare bordate inaccettabili e fuori mira, chiedessero con forza al
Ministero dell'Ambiente di riconsiderare la scelta dei decreti autorizzatori
parziali fatta un mese e mezzo fa per realizzare un vero piano preliminare
di bonifica su tutto il sito, condizione necessaria per aprire, una volta
autorizzato questo, una discussione sui singoli progetti definitivi che,
come recita il D.M. 471/99 possono essere realizzati per fasi successive
solo in presenza di questa condizione.


Legambiente La Spezia




sabato, gennaio 28, 2006

Le acque chete...

LA SPEZIA - Giorni fa sono stati pubblicati i bandi per le gare di appalto relative ai lavori di dragaggio (pardon, di bonifica) al molo Ravano (punto 1 sulla mappa), molo Fornelli (punto 2) e bacino di evoluzione (3), tutte aree che rientrano nel Sito di Interesse Nazionale di Bonifica di Pitelli. E' sconcertante che i bandi siano stati pubblicati prima che i relativi decreti venissero pubblicati...misteri italiani. Inoltre i decreti, non ancora pubblicati ma di dominio pressoché pubblico, presentano, secono Legambiente La Spezia, diversi profili di illegittimità, in quanto non rispetterebbero le leggi relative ai siti di bonifica. Ma volendo guardare oltre le problematiche legali, si rimane basiti di fronte alla realtà, che sempre più spesso va oltre l'immaginazione. Il Sito Nazionale di Bonifica di Pitelli è costituito da una porzione a terra e da una a mare. Quella a terra è la zona che fù interessata dallo scandalo dei rifiuti, ovvero è un sito dove insistono ancora oggi residui di rifiuti tossico nocivi, e dove vi sono terreni che potrebbero rilasciare inquinanti nell'ambiente circostante. A tuttoggi non è ancora stato presentato il progetto preliminare di bonifica relativo all'intero sito, tantomeno quello parziale relativo alle aree terrestri...
La parte a mare comprende tutto il Golfo della Spezia, comprese le aree a mare della Marina Militare. In questo settore sono stati compiuti tutti gli accertamenti di routine (caratterizzazione), e alcuni soggetti hanno avanzato progetti per la "bonifica". Ad esempio l'autorità portuale ha proposto di bonificare alcune aree relative, guarda caso, ai moli. Peccato che nel piano di caratterizzazione le aree in questione siano considerate "non inquinate", ovvero caratterizzate su cartografia come "verdi". Le aree altamente inquinate, ovvero quelle "rosse" sono per lo più nei pressi del seno di Pertusola (4) dove c'era la fonderia di piombo, nei pressi del molo Garibaldi (5), nei pressi della foce del Lagora (6) e in poche altre sedi. Quindi questa famosa bonifica inizierà proprio nelle aree meno critiche, mentre dove è urgente l'intervento si aspetteranno tempi migliori.
 
E la parte a terra? Per il momento se la sono dimenticata!
 
Che senso ha iniziare a "bonificare" dal mare se a terra, sulle colline di Pitelli, non è nemmeno ultimata la caratterizzazione? Cosa significa intervenire a terra se poi si rischia una nuova contaminazione?
Fioccheranno i ricorsi che si stanno preparando, ma basteranno a fermare chi snatura a questo punto le leggi dello stato?
 
Ma c'è di più
 
La bonifica implicherebbe lo studio di tecnologie atte a disinquinare per ripristinare l'ambiente alle condizioni ante inquinamento, ma da quello che si apprende e che si è appreso alle conferenze dei servizi, i progetti relativi saranno eseguiti quasi esclusivamente con benna, ovvero con una tecnologia vecchia di 30 anni. In tutto il resto del mondo, come dichiarato anche da alcuni esponenti di Icram e dal Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini, si usano tecnologie all'avanguardia per recare il minor danno possibile all'ambiente, mentre da noi si usa la ruspa!
Quello che ci chiediamo noi di Legambiente è: "Che ruolo ha un ente come Icram se non è in grado di imporre le migliori tecniche disponibili?"
Se verrà usata la benna l'inquinamento prodotto dal risollevamento dei sedimenti inquinati si propagherà molto lontano, e anche in presenza di fanghi poco inquinati la nuvola di fango soffocherà la vita di vegetali e animali in un ampio raggio. L'autorità portuale obietta il fatto che verranno stesi teli in materiale plastico intorno alla zona di escavo per contenere la torbidità, ma la realtà è tuttaltra cosa: sedimenti e ioni risospesi rimarranno biodisponibili per molto tempo, trsportati dalle correnti e interessando le reti trofiche dell'ambiente acquatico.

postato da: sciac alle ore 14:56 | link | commenti
categorie: dragaggio, legambiente, la spezia, interramenti, bonifica, molo ravano