Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
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PORTO, SIAMO ARRIVATI AGLI EXIT POLL !
Egidio Banti
E poi dicono che… non c’è più religione ! In effetti, almeno a nostra memoria, non era mai accaduto che un autorevole parlamentare di maggioranza (ci riferiamo al senatore Luigi Grillo) arrivasse ad inventare gli… exit poll di una sentenza del Consiglio di stato non ancora né comunicata né tanto meno pubblicata. Eppure è avvenuto proprio così, tanto che, giorni fa, i giornali spezzini hanno pubblicato ampi servizi sugli (testuale) “orientamenti” del Consiglio di stato stesso relativamente al ricorso dell’Autorità portuale contro la sentenza “dragaggi” del Tar Liguria. E si è arrivati ad ipotizzare, sempre sulla scorta di tali presunte “rivelazioni” grilliane, un imminente avvio dei lavori di dragaggio come a suo tempo proposti dall’Autorità portuale. Davvero incredibile e, a nostro sommesso giudizio, molto poco rispettoso delle regole fondamentali di uno stato di diritto. Ma così vanno le cose nell’Italia di Berlusconi. Comunque, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza:
1. Che il sen. Grillo auspichi una sentenza di riforma della pronuncia del Tar non è cosa nuova, ed è verosimile che, per quanto in suo potere, si sia dato molto daffare in tale direzione. Ma perché non attendere la sentenza ? Gli exit poll, ormai lo sappiamo, sono sempre rischiosi: si può andare a letto sognando i dragaggi, e ci si può risvegliare la mattina facendo i conti con le bonifiche…
2. Detto questo, va osservato che il Consiglio di stato può sì accogliere il ricorso dell’Autorità portuale, ma non è detto che lo faccia in toto. Motivo per cui è comunque cosa saggia attendere le motivazioni dell’eventuale sentenza di riforma, che potrebbe ben essere solo parziale o comunque tale da non incidere sulla sostanza delle procedure. Non va dimenticato infatti che il Consiglio di stato, l’anno scorso, aveva confermato la sospensiva disposta dal Tar. Proprio per questo appare quanto meno azzardato dedurre, magari da qualche mezza affermazione di un usciere, che un eventuale accoglimento del ricorso dell’Autorità portuale rimetta in moto, come niente fosse avvenuto, la procedura di dragaggio.
3. Non solo: è noto come la conferenza dei servizi del ministero dell’Ambiente abbia in questo frattempo modificato il piano di caratterizzazione dell’area marino-costiera prospiciente il sito di Pitelli che era stato approvato il 12 febbraio 2002, e dal quale discendevano i (pasticciati) progetti di dragaggio dell’Autorità portuale. Come minimo, la conferenza dei servizi dovrebbe riprendere in mano l’esame dei progetti in questione, per coordinarli tra loro. Ci sembra quindi da escludere che una qualunque sentenza del Consiglio di stato possa oggi (o meglio, domani) consentire un avvio pressoché immediato dei lavori di dragaggio. Sarebbe necessaria una nuova conferenza dei servizi, con possibilità di nuovi ricorsi, magari fondati proprio sulle considerazioni di diritto del Consiglio di stato… In sostanza, una vittoria dell’Autorità portuale – al punto in cui siamo – potrebbe rivelarsi una “vittoria di Pirro” e, paradossalmente, allungare ancora i tempi di soluzione del problema.
Non per nulla, avevamo sconsigliato un ricorso al Consiglio di stato mentre il ministero dell’Ambiente stava avviando nuove procedure. Noi riteniamo infatti che il Consiglio di stato “interpreterà” la norma, al massimo “attenuando” gli effetti della pronuncia del Tar, ma senza cancellarli. E restiamo dunque dell’avviso che il problema del futuro del porto della Spezia sia e resti un problema eminentemente politico, che deve essere affrontato mediante la stipula di un patto vero con la città. Quel patto che l’attuale gestione dell’Autorità portuale non è stata, purtroppo, in grado di proporre e di realizzare.
INDISCREZIONE O ENNESIMA BUFALA ?
Ci vogliamo sbilanciare su quanto apparso sulla stampa di stamattina?
Innanzi tutto sarebbe gravissimo che si sapesse con venti giorni di anticipo il responso di una sentenza del Consiglio di Stato, del quale deve ancora cominciare il dibattimento.
Fin qui siamo nella pura fantascienza.
Il fatto che poi venga dato ampio risalto dalla stampa cittadina a queste "voci di corridoio", dando addirittura per certo l'annullamento di una sentenza del TAR, è una ulteriore prova della scarsa deontologia professionale di certi giornalisti, e della loro forte vocazione servile.
Come se non fossero state pubblicate abbastanza bufale, per esempio, le prime che mi vengono in mente, il presunto via libero di Lunardi al dragaggio (che a Lerici si espresse in maniera totalmente differente), oppure questa altra bufala storica, con l'emendamento Grillo dato per approvato, giudicato poi improponibile.
Quale sia l'obbiettivo della pubblicazione di queste "indiscrezioni" posso solo immaginarlo.
Tra qualche giorno si saprà il verdetto ufficiale, e se anche venisse accolto il ricorso dell'Autorità Portuale, resterebbero comunque valide tutte le prescrizioni ministeriali ed il decreto 471, percui se di vittoria si dovesse trattare, sarebbe una vittoria di Pirro per Bucchioni.
PORTO, "STRADE BLU" SCONFESSA BUCCHIONI
Da Egidio Banti, notiziario
Nuova pesante sconfessione per Giorgio Bucchioni e per il suo piano portuale che, ormai, fa davvero acqua da tutte le parti. Questa volta la "sconfessione" non viene dagli ambientalisti o dai comitati, bensì da "Strade blu", cioè dall’importante operatore privato che, in Italia, sta cercando di realizzare il progetto detto delle "Autostrade del mare".
Un progetto, come è noto, finanziato con fondi europei e caldeggiato più volte anche dal presidente Ciampi (da ultimo martedì scorso al varo di Riva Trigoso).
E’ ben noto come Bucchioni – innamorato dei container in maniera persino parossistica – non voglia che alla Spezia facciano capo le "Autostrade del mare".
Per una semplice, e per lui buona ragione: con "Strade blu" non ci sarebbero contenitori da scaricare e da ricaricare, ma soltanto autotreni che entrano ed escono dalle navi.
Quindi non servirebbero (o, meglio, servirebbero assai meno) gru giganti né nuovi piazzali da ricavare interrando il mare.
Così, nel progetto di piano portuale varato quattro anni or sono, delle "Autostrade del mare" non si fa cenno, e la questione è già stata notata – criticamente – dal comitato tecnico regionale che ha esaminato il documento per il parere sulla valutazione di impatto ambientale.
Sino ad oggi, Bucchioni e i suoi (sconsiderati) sostenitori hanno ribattuto che al mercato delle "Autostrade del mare" il porto di Spezia non interessa.
Falso, come emerge dalla notizia battuta il 22 luglio scorso dall’Ansa:
"GENOVA, 22 LUG - Si potenziano e assumono ulteriore spessore i piani di sviluppo di Strade Blu, la società armatoriale che fa capo a Virgilio Cimaschi e Carlo Tavella e alla quale partecipa in modo significativo la 21Investimenti di Alessandro Benetton. Entro la fine dell' anno in corso, la società ha infatti in programma l'apertura di una nuova linea di collegamento fra l'Alto Tirreno e la Sicilia. Non è affatto escluso, anzi è molto probabile, informa una nota della società, che la scelta per quanto concerne il versante nord della linea cada sul porto della Spezia che fornisce una serie importante di garanzie e di elementi competitivi rispetto ad altri scali".
Quindi:
1) Non è vero che la crisi dei contenitori è, per il porto di Spezia, una crisi irreversibile;
2) Non è vero che non ci sono alternative;
3) Il piano del porto va comunque rivisto, proprio come andiamo ripetendo da mesi.
Anomala è l'informazione del Secolo che parla in prima pagina di un cartello anomalo tra Rifondazione e Forza Italia.
Si tratta di una bufala.
Malgrado la disinformazione operata dalla stampa locale, per via delle sponsorizzazioni milionarie dell' Autorità Portuale, queste sì anomale in democrazia, Salvatore Calcagnini ce l'ha fatta, e ce l'hanno fatta con lui tutti quelli che vogliono uno sviluppo del Golfo che punti sul turismo e sull'ambiente, e non sui Containers.
Portovenere non è mai stata così bella come adesso.