Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
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PORTO, GUASTATORI CON L’AMARO IN BOCCA
(Egidio Banti)
C’era attesa per la conferenza dei servizi di mercoledì scorso, al ministero dell’Ambiente. Forse, a leggere i giornali dei giorni precedenti ed a sentire i dibattiti televisivi, ce n’era sin troppa. In realtà, la conferenza è andata come doveva andare, e come ci eravamo permessi qui di indicare che sarebbe andata. E’ stata avviata la procedura di valutazione dei primi progetti parziali di bonifica del Golfo, ma ovviamente non la si è conclusa, anche perché, tanto più in sede di prima applicazione della legge, se si vogliono fare le cose serie un po’ di tempo ci vuole. Del resto, se n’è perso tanto, e non certo per colpa di chi vuol lavorare bene… Tutto ciò è positivo, e lo confermano i commenti favorevoli dei diretti interessati, da alcuni dei presentatori dei progetti all’assessore Cozzani del comune. “La nave va”, come si diceva una volta (absit iniuria verbis, naturalmente…), e il consiglio di stato, nei prossimi giorni, avrà sul tavolo un argomento in più per respingere il ricorso dell’Autorità portuale: la bonifica parziale è possibile e, stralcio dopo stralcio, si può bonificare tutto il Golfo. Dunque, non c’è alcun motivo di rigettare la sentenza del Tar della Liguria (e del resto il consiglio di stato lo aveva già detto pronunciandosi un anno fa sulla sospensiva).
Tutto ciò ha suscitato invece un qualche sconforto nei guastatori di professione, quelli del “Muoia Sansone con tutti i Filistei”. Tra loro, la palma dell’originalità spetta, si fa per dire, a Marco Ceglie, il quale, attingendo forse a fatica tra i ricordi liceali, se n’è uscito con la frase “Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata !”. A dire il vero, è stata l’Autorità portuale a ricorrere a Roma, sia al ministero dell’Ambiente sia appunto al consiglio di stato. Avesse fatto il suo dovere, né di Roma né di Genova ci sarebbe stato bisogno. Eppoi, ci dica un po’ Ceglie cosa avrebbe dovuto fare il ministero: forse non discutere ? Forse rigettare i progetti ? E bravo segretario del porto, allora sì che il porto e il Golfo sarebbero andati a picco… Originale anche l’altro commento che, tra quelli che chiamiamo guastatori, va oggi di moda: “Non bisogna fare figli e figliastri: tutti hanno diritto di bonificare il Golfo !”. Frase storica, come si vede, ma lapalissiana. Ci mancherebbe altro ! Solo che di bonifica appunto bisogna parlare, e non di dragaggio, come invece ha sin qui fatto l’Autorità portuale. E senza completare la caratterizzazione, la bonifica – esclusi i punti palificati – non si può fare. Come si vede, più passa il tempo, e più appare chiaro a tutti come stanno davvero le cose: dove stiano le colpe vere dei ritardi e dove i pericoli di aggirare una legislazione, quella ambientale, che abbastanza solida la è, visto che il senatore Grillo, nonostante i proclami settimanali, non è ancora riuscito nemmeno a scalfire. Noi comunque, con pazienza cristiana, auspichiamo sempre il ravvedimento di tutti, anche dei guastatori di professione. L’economia spezzina avrebbe solo da guadagnarci. Ma forse, a qualcuno, dell’economia spezzina non interessa poi molto…
Una parola infine su Schiffini, anche lui, a prima vista (ma forse la traduzione giornalistica del suo pensiero non è stata facile), non del tutto soddisfatto dell’incontro romano. Schiffini ha vinto, sinora, una battaglia giusta. Non può volere stravincere, anche perché entrerebbe in contraddizione. Cioè a dire: non può pensare di bloccare all’infinito la bonifica solo perché una parte della bonifica comporterebbe dei dragaggi. Questo non è comprensibile, e se fosse comprensibile, non sarebbe accettabile. Fossimo in lui, invece, faremmo all’Autorità portuale un’altra domanda: volete fare davvero la bonifica dei vostri canali? E volete farla a regola d’arte ? Bene, diteci dove troverete i soldi e come intendete procedere al riguardo… Ecco, questo sì che sarebbe un tema interessante. Da non svicolare.
(Da Repubblica)
Un industriale; un politico e un ambientalista. Insieme ad un pezzo consistente della città, hanno vinto la prima battaglia contro il dragaggio nel porto della Spezia. Enrico Schiffini, il re delle cucine; Enrico Ferri, l´ex ministro dei 110 all´ora, oggi europarlamentare; Fulco Pratesi, presidente del WWF hanno ottenuto dal Tribunale amministrativo l´ordine di sospendere il provvedimento che autorizzava di dragaggio del porto di La Spezia.
Il nome del comitato fondato dai tre leader, "Per la difesa e lo sviluppo del Golfo dei poeti", riassume la loro politica: «Non possiamo accettare un mega porto dove si raddoppierebbero i container movimentati. Non vogliamo la gigantizzazione del porto; il nostro comitato intende tutelare questa fortuna fantastica che è vivere nel Golfo dei Poeti».
Il dragaggio del porto servirebbe per portare la quota di profondità a meno quindici metri e consentire l´approdo delle super container capaci di trasportare fino a sei mila e 800 TEU. Ma il dragaggio andrebbe a toccare proprio i veleni rimasti sul fondo da decenni e "sigillati" in qualche modo dai fanghi.
Scavare un metro, un metro e mezzo di fondale, potrebbero sollevare una nuvola di veleni che le correnti marine finirebbero per trascinare fino al paradiso delle Cinque Terre. Sarebbero movimentati circa quaranta mila metri cubi di fanghi.
Il rischio di inquinamento è legittimo, tant´è vero che il Ministero dell´Ambiente ha elencato una serie di prescrizioni alle quali le ditte interessate al lavoro dovranno attenersi: contenimento con panne delle perdite; monitoraggio continuo delle acque prima durante e dopo le fasi di dragaggio; invio dei residui in discariche autorizzate; addirittura lavaggio delle benna in acqua dolce dopo ogni prelievo dal fondo.
Precauzioni che non tranquillizzano però il comitato ambientalista. La lotta giuridica continuerà. La decisone del Tar di sospendere il dragaggio potrà essere appellata al Consiglio d Stato, ipotesi del tutto probabile.
Sul piano politico, Enrico Ferri, l´ex ministro oggi europarlamentare ha recentemente presentato un´interrogazione, citando il piano di dragaggio del golfo varato dall´autorità portuale spezzina, e prospettando «conseguenze negative sull´impatto ambientale e sulla salute pubblica» con «l´ulteriore accumulo e dispersione delle sostanze nocive già presenti».
Da una parte l´ambiente, dall´altra parte lo sviluppo economico: bisogna conciliare l´uno con l´altro. L´ambiente deve essere difeso, lo sviluppo non può essere mortificato. Il dibattito intorno al dragaggio del porto di La Spezia ha sollevato in più occasioni dibattiti accesi e rumorose manifestazioni per le strade della città.
La decisione del Tar è solo una battaglia; la guerra continua. (da Repubblica)
Al Presidente del Consiglio
Al Ministro dell’Interno
Al Ministro della Difesa
Al Ministro della Salute
Al Ministro dell’Ambiente
Premesso che il Porto della Spezia è separato dalle case di civile abitazione da una strada urbana larga meno di dieci metri.
Premesso altresì che la base navale militare della Spezia ospita frequentemente naviglio a propulsione nucleare per il quale esistono piani di emergenza contro i rischi di incidente nucleare riferiti esclusivamente al personale militare, ignorando completamente la circostante popolazione civile.
Premessi i ripetuti ritrovamenti di armi, munizioni e materiale bellico vario trasportato in containers sbarcati nel suddetto porto.
Sabato 22 Marzo 2003: 42 tonnellate di materiale da guerra, tra ogive, proiettili di artiglieria pesante, contraerea, e bombe da mortaio sono state sequestrate nel porto di La Spezia
Novembre 2002: sequestrato in porto a La Spezia un container a bordo della grande nave portacontainer «Msc Cina» con sei tonnellate di armi. 472 casse che contenevano 15.000 granate a mano e da lancio, 100 fucili lanciagranate e 100.000 proiettili da fucile mitragliatore.
Lo scorso anno vennero sequestrati , sempre nel porto della Spezia, pezzi di motore di aerei militari Mig 21, provenienti dall'Est, che erano diretti in Libya.
Si sottolinea il palese ruolo dello scalo spezzino nell'ambito delle triangolazioni.
Risulta di estrema importanza sapere quali siano le iniziative che il Governo intende intraprendere al fine di:
- Fare definitiva luce su quanto stia accadendo nel suddetto scalo;
- Conoscere i rischi in termini di salute e sicurezza, nonché di incolumità, che la popolazione civile è costretta a subire.
- Quali misure si prenderanno per fronteggiare un traffico di armi che, di fatto, determina in Italia un fronte di guerra non dichiarato.
| Dragaggio del Golfo della Spezia, interpellanza parlamentare di Legambiente |
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03/06/2002 |