Il famoso designer ed architetto Pesce ha progettato il nuovo volto della diga foranea che delimita nel golfo della Spezia la zona portuale.
Una sorta di " lisca di pesce" lunga due chilometri da trasformare, da un lato in una grande spiaggia con stabilimenti balneari, servizi, passeggiata a mare e piscine, dall'altro in un approdo per la nautica da diporto di piccole e medie dimensioni.
Ciò viene visto in comune come "un grande progetto di trasformazione e rinnovamento destinato a cambiare il volto del nostro Golfo. Una grande opportunità di rilancio turistico che Spezia punta a cogliere anche nell'ambito dei sostegni governativi previsti per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, alla quale la nostra città ha dato un grande contributo
."(Sindaco Federici)
Sui giornali locali nei giorni scorsi sono apparse numerose lettere indignate da tale progetto che viene visto come invasivo ed estraneo alla natura del nostro golfo, bensì funzionale alla speculazione edilizia ed al riciclaggio del materiale risultante dalla bonifica del golfo (o dragaggio che dir si voglia), che esproprierebbe gli spezzini dalla diga, privatizzando di fatto un'area attualmente accessibile a tutti.
Personalmente desidero ringraziare l'architetto per averci donato questa sua visione del golfo dei poeti e della città di oggi.
Vorrei mettere in rilievo che tale progetto non raffigura l'immagine di un pesce, simbolo di salute e vita, bensì una lisca, il suo scheletro.
La differenza è fondamentale: cosa meglio di uno scheletro può rappresentare ciò che è attualmente La Spezia, assassinata da una classe politica vorace e parassita, nonché incapace?
Resta un mistero cosa possa aver ispirato al designer newyorkese questa visione della sua città natale:avrà sentito gli odori della bonifica dell'area ex-IP, avrà visto i fumi e la ciminiera dell'ENEL, la SNAM che occupa la baia di Panigaglia con il rigassificatore, avrà saputo del progetto di interramento del golfo per fare spazio ai containers arrugginiti, avrà respirato l'aria insalubre della Spallanzani o le polveri di Fossamastra, avrà passeggiato alla Morin sentendo l'odore di fogna, magari avrà visitato un paio di discariche (Pitelli o Cadimare) o magari gli avranno parlato del caso amianto sul fiume Magra...
Quel poco che avrà conosciuto nelle sue giornate spezzine gli deve essere bastato per fargli capire che la città è esattamente come la sua lisca: morta e spolpata da politici piraña.
Il suo messaggio è chiaro: vivete in una città morta, ribellatevi, fate rivivere La Spezia e solo allora potrò studiare insieme a voi un progetto migliore, una visione globale di una città armonizzata col suo golfo.
la lettera sotto inviato alla redazione di giornali locali e nazionali.
Gent.mo Direttore redazione...
vivo da ormai 8 anni nel quartiere di Ruffino, periferia Est di La Spezia.
quando decisi di acquistare un immobile in questa parte del levante spezzino, la polemica per lo scandalo della discarica di Pitelli (che noi di Ruffino abbiamo proprio sopra la testa) era gia' divampata violenta.
Una ferita profonda per il Golfo di La Spezia ed in particolare per le centinaia di famiglie che intorno a quella vergogna facevano crescere i propri figli.
TAR, Consigli di Stato, battaglie legali, piani di bonifica, inclusione del sito tra le priorita' ambientali nazionali...... noi residenti di questa zona cominciammo veramente a credere che il vento era cambiato e che, seppur consapevoli del segno indelebile che la discarica avrebbe lasciato su questa splendida collina, una certa sensibilita', una benevola voglia di proteggere chi aveva dovuto subire un tale scempio, era finalmente maturata.
Balle.
Nessun attenzione, nessuna sensibilita'.
Istituzioni e politica, passato il clamore di quegli anni, non hanno saputo far di meglio che approvare la costruzione di un capannone enorme che privera' di aria e sole (oltre che rumori e polveri) la parte bassa del quartiere e che levera' definitivamente agli abitanti di Ruffino la vista di una parte di specchio di mare.
problema vostro, qualcuno potra' dire.......
beh, come la discarica di Pitelli non fu' un problema solo nostro ma dell'intero Golfo di La Spezia, lo stesso sara' per questo mega-capannone, visibile dalla passeggiata Morin cosi' come dal Ponente, oltre che ovviamente dal Mare.
Ma quale vocazione al turismo e al diporto?!?!?!?
Stiamo soltanto continuando a distruggere uno dei piu' bei golfi d'Italia!
Stiamo soltanto continuando a far prostituire il nostro territorio per piccoli interessi particolari, con risvolti occupazionali poco significativi.
In posti che offrono bellezze naturali come il nostro Golfo, ormai non si scende piu'a compromessi quando si parla di ambiente: ma e' possibile che a La Spezia non abbiamo ancora imparato??
Io passo la maggior parte dell'anno in giro per lavoro, in Italia ed all'estero, e non ho la possibilita' di partecipare attivamente alla vita sociale di questa citta'. Non potendo far altro, ho deciso di scivere queste sentite righe per lanciare un grido di allarme: non stiamo continuando a svendere il nostro territorio!
E' il bene piu' prezioso che gli spezzini hanno, l'unico che potra' trattenere in questa citta' i nostri figli in futuro.
Venite a vedere questo baraccone metallico assurdo che stanno tirando su' a Ruffino.....vi accorgerete che non sto' esagerando.
Paolo Cornetto