Poeti e Veleni nel Golfo

Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.

CHI SONO

Blogger: sciac
Un seguace del pensiero filosofico di Luigi Malabrocca

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
Appello per la Giustizia - Per De Magistris
mercoledì, luglio 27, 2005

Arcola Petrolifera?

(ricevo e pubblico)


Ho avuto modo di seguire sulla carta stampata la “querelle” inerente la volontà di installare una centrale elettrica a metano da 400 megawatt al posto dell’esistente raffineria di Arcola.

Si espresso il Comune, si è espressa la Provincia, con una Delibera Consiliare negativa, si sono espressi i Comitati Civici, la Proprietà, alcuni Sindacati; ancora non si è espresso l’ente Parco del cui Consiglio faccio parte, e che in tutta la questione ha una funzione fondamentale e dirimente.

L’area della raffineria fa in fatti parte delle Area Contigue del Parco Naturale Regionale di Montemarcello – Magra, il che significa:


  1. che una destinazione d’uso come quella della centrale elettrica non si può realizzare perché non è compatibile con al natura stessa dell’Area Contigua e soprattutto dell’Area Protetta di cui funge da cuscinetto;

  2. che qualunque nuova destinazione di tale area può solo condurre a un risanamento e ad una riqualificazione del sito, realizzando un miglioramento del bilancio ecologico – ambientale dello stesso;

  3. che tali finalità possono essere raggiunte solo attraverso il Protocollo d’Intesa previsto dall’art.72 del Piano del Parco, tra Ente Parco ed Ente Locale per definire la destinazione dell’area, e per giungere con l’azienda alla definizione di un SGA (Sistema di Gestione Ambientale)


È chiaro che tale percorso potrà solo condurre alla realizzazione di una riconversione del sito verso attività ecosostenibili come auspicato dal Comune di Arcola.

Come Coordinatore della Commissione Territorio dell’Ente Parco mi riservo di presentare al più presto al mio Presidente e ai miei colleghi un ordine del giorno inerente il Protocollo d’Intesa di cui sopra.


Alessandro Poletti

Coordinatore Commissione Territorio Ente Parco Naturale Regionale di Montemarcello - Magra


postato da: sciac alle ore 21:37 | link | commenti
categorie: arcola petrolifera, centrali
martedì, luglio 19, 2005

IL PROBLEMA SIETE VOI!

Ecco un esempio di classe dirigente spezzina da svecchiare: Aldo Sammartano: "I problemi da affrontare sono la crisi demografica, la frantumazione delle imprese, la carenza delle infrastrutture, la lentezza nell'assumere le decisioni e nel tradurre le decisioni in fatti.
Siamo giunti alla paralisi del golfo.
Qualunque intervento nella cantieristica, nella portualità, nelle attività turistiche e militari è inibito in attesa di una procedura incerta e dai tempi oggettivamente imprevedibili.
La situazione é grave e richiede uno sforzo unitario e straordinario di tutti, che superi un'inerzia incomprensibile e pericolosa, per i riflessi sull'economia. Da parte mia allo stato delle cose non vedo soluzioni diverse da una integrazione legislativa che consenta nella chiarezza di fare operazioni che all'evidenza non contrastino con qualunque piano di bonifica.
 Fra i progetti che la Camera vede necessari a medio termine, ci sono il distretto delle tecnologie marine, il distretto della difesa, la Pontremolese, il 'waterfront', l'area Ip.
 Fra quelli prioritari, una iniziativa parlamentare per consentire in sicurezza la bonifica per fasi del golfo, l'approvazione del piano regolatore del porto, una presenza stabile in Libia e in Cina direttamente e in collaborazione con la Regione Liguria, l'aeroporto di Luni."

La verità è che il porto, per quanto possa aumentare i traffici e per quanto si espanda schiacciando ulteriormente la città ed il golfo, produrrà sempre e solo ricchezza per pochi e disoccupazione e problemi per molti.
Anche i settori che apparentemente possono guadagnare dall'espansione del porto, come l'autotrasporto, sono destinati alla disoccupazione, dato che è già predisposto a livello Cee, l'abbandono del traffico su gomma, a favore della rotaia con la pontremolese.
L'autostrada della Cisa è già al limite, figuriamoci se può sopportare ulteriori carichi di traffico pesante.
Situazione diametralmente opposta in tutte le altre zone della provincia, non schiacciate dal porto, dove la disoccupazione non sanno cosa sia: Cinque Terre, Sarzana, Val di Vara.
Finché avremo ai posti di comando persone così poco lungimiranti e poco coraggiose, non potremo sperare che l'economia spezzina si risollevi, ed i giovani saranno sempre costretti a emigrare.
Perché non spendono una parola per il traffico passeggeri, che è diventato praticamente zero?
Possibile che il presidente della camera di commercio, cioè chi rappresenta il mondo del commercio, non sappia che un passeggero spende  più soldi in città di un container?
Abbiamo già rinunciato a rilanciare il turismo in città, o semplicemente non siamo in grado di farlo, con questa classe dirigente?
Riproporre la tiritera del mancato dragaggio per carenza legislativa, e proporlo come panacea di tutti i mali spezzini, è da irresponsabili oltre che da incapaci.




postato da: sciac alle ore 09:03 | link | commenti (9)
categorie: porto, il golfo dei poeti, dragaggio, licenziamenti