Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.
Pubblico qui di seguito il programma elettorale di Stefano Sarti.
Malgrado sia candidato con Burlando, che a parer mio non offre alcuna garanzia per la liguria sul piano della difesa del mare e dell'ambiente, così come Biasotti, è comunque auspicabile venga eletto per rafforzare la causa ambientalista in Liguria.
Questo spazio è aperto a tutti i candidati di qualsiasi schieramento politico, che si siano espressi contro l'espansione indiscriminata del porto ed a tutela del golfo dei poeti, affinchè in entrambi gli schieramenti vengano eletti candidati ambientalisti.
Questo si può fare (ed io mi impegno per ottenerlo) con:
Una riduzione consistente delle emissioni derivanti dal carbone e altri combustibili fossili (anche attraverso la chiusura di impianti vetusti come la centrale sotto
Chiusura dell’altoforno delle Acciaierie di Cornigliano e definitiva bonifica e riqualificazione della Stoppani di Cogoleto.
Ridurre e azzerare il rischio chimico nella nostra regione (delocalizzazione del porto petroli di Multedo, chiusura del polo petrolchimico, controllo dei rischi connessi alla presenza del terminale metanifero della Snam di Portovenere)
Ridurre nella nostra regione, attraverso politiche di incentivi e disincentivi, l'uso della gomma nel trasporto di persone e merci favorendo treno e trasporto pubblico, con parcheggi scambiatori periferici e la realizzazione di metropolitane leggere di superficie e dove possibile, reti tramviarie e filoviarie. Un’opposizione alle mega opere inutili e costose (terzo valico ma non solo questo) per un piano serio su quello che bisogna fare, qui e ora, per favorire il transito delle merci nella nostra regione (razionalizzazione, ampliamento e miglior utilizzo delle linee esistenti come la direttrice Genova-Ovada-Alessandria e la ferrovia pontremolese).
Sviluppo della raccolta differenziata dall’attuale media regionale ligure del 12-14% alla piena realizzazione e superamento degli obbiettivi del decreto Ronchi (arrivare al 50% in 5 anni) e degli impianti di riciclaggio dei rifiuti, sperimentazione di forme nuove di smaltimento della loro parte residuale, non ricorrendo agli inceneritori (cancellare dalle normative regionali gli inceneritori come unica soluzione di smaltimento finale).
Una politica regionale dei porti che favorisca logiche di integrazione tra gli stessi, definendo ruoli e vocazioni dei vari territori, evitando nuovi riempimenti a mare come previsto da strumenti urbanistici sia vigenti che in via di approvazione (è il caso del Prp della Spezia), favorendo invece la razionalizzazione degli spazi esistenti delle nostre coste e la diversificazione produttiva. Porto non vuol dire solo containers.
Lotta all'abusivismo edilizio con la definizione di norme più rigide di quelle previste dalla legge regionale vigente (lotta senza quartiere agli abusi nelle aree protette) e allo scempio "legalizzato" dei piani urbanistici che aggrediscono le nostre coste e l'entroterra ligure
Difesa e sviluppo del sistema dei parchi liguri attraverso la ripartizione di maggiori risorse economiche agli stessi e l’utilizzo di strumenti congiunti tra regione e parchi per progetti di conservazione e tutela attiva in grado di attingere ai fondi nazionali e comunitari disponibili
Tutela dell'entroterra ligure e della realtà dei piccoli comuni (approvazione di una legge ad hoc)
Favorire la partecipazione alle scelte attraverso l'adeguamento di strumenti come Agenda 21 e carta di Aalborg: questi importanti strumenti non devono essere un mero esercizio retorico della partecipazione, ma devono servire ad indirizzare le scelte di sviluppo della Regione su criteri di sostenibilità ambientale prima che queste vengano fatte.
Dichiarare
Se confermata, la notizia che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici avrebbe approvato il progetto di rimozione di 150.000 tonnellate di metri cubi di materiale dal fondale antistante il molo Ravano, lascerebbe aperti più di un interrogativo:
1) Come è possibile che il giorno Martedì 15 Marzo alla conferenza dei servizi convocata presso il ministero dell’Ambiente venga approvato un piano generale di bonifica del golfo della Spezia, condiviso da tutti, e il giorno dopo si annunci l’approvazione del progetto di dragaggio del fondale del Ravano?
2) Perché il suddetto progetto non figurava tra gli argomenti all’ordine del giorno della riunione della conferenza dei servizi di Martedì?
3) Quali sono le prescrizioni ambientali che ha ricevuto il progetto?
Al di la di considerazioni di carattere giuridico, sulle quali la nostra associazione ha dato mandato ai propri legali di valutare tutte le azioni da svolgere, crediamo che la risposta sia nel continuo, pervicace atteggiamento da parte dell’Autorità Portuale di lavorare senza il giusto coinvolgimento dell’insieme della comunità spezzina alle scelte.
Se fosse vero che, col paravento della recente sentenza del consiglio di stato che ha “sbloccato” il dragaggio, si è praticato un percorso parallelo alla conferenza dei servizi e quindi alla definizione di progetti parziali dentro comunque un piano generale di bonifica, il nostro giudizio politico sull’incapacità e la non volontà di questa Autorità Portuale di perseguire scelte condivise dall’intera cittadinanza spezzina non può che trovare una nuova conferma.
Legambiente chiederà, tramite la propria direzione nazionale, copia dell’atto autorizzatorio al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
per Legambiente
Il Presidente Regionale Ligure
Stefano Sarti