Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
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“Leggendo le affermazioni di Biasotti, sono rimasto davvero stupito per l’approssimazione e l’improvvisazione con cui vengono trattate questioni fondamentali per il nostro futuro. Non accetto che si faccia propaganda sulla pelle di una città che con fatica e orgoglio, in questi anni, ha scelto la strada della diversificazione economica, risolvendo con il massimo della coesione sociale il nodo della convivenza e dell’armonizzazione tra le diverse attività che insistono sulla linea di costa e tra queste e la città. Biasotti dimostra ancora una volta di essere lontano anni luce dalla nostra discussione, una discussione che, in questi anni, ha impegnato tutta la città consentendo di raggiungere risultati significativi. Abbiamo votato il nuovo piano urbanistico comunale che ha determinato i confini del porto commerciale e la riorganizzazione della linea di costa; sulla base del PUC è stata approvata un’intesa sul Piano Regolatore Portuale che fissa con chiarezza le prospettive di sviluppo, anche fisico, del porto e la previsione di interventi ambientali e di riqualificazione sul Levante, a partire della fascia di rispetto; abbiamo discusso nell’ambito del Piano Strategico delle funzioni da collocare nel nuovo fronte a mare e, sulla base di questa discussione, abbiamo dato il via libera ad un bando internazionale di idee dai contenuti ambiziosi,i in grado di trasformare il volto della nostra città, di lanciare pienamente la nostra vocazione turistica e di recuperare il rapporto a lungo negato con il nostro mare. Tutte cose, queste, che Biasotti dovrebbe sapere bene, visto che ha approvato il nostro PUC e il nostro PRP e ha firmato un protocollo di intesa sul nostro Piano Strategico. Quel centro internazionale della nautica che Biasotti lancia come spot originale della sua campagna elettorale, infine, alla Spezia è già divenuto realtà con l’arrivo dei principali imprenditori del settore e con l’avvio dei lavori per la realizzazione della darsena. Biasotti non sa, perché non se ne è mai voluto occupare, con quanta fatica siamo riusciti a compiere questi passi e oggi, per giustificare il disperato accordo con Schiffini, lancia idee improvvisate chiamando in causa un nome autorevole come quello di Renzo Piano. Ma non basta citare un nome ad effetto per governare la complessità di un territorio, soprattutto se in ballo ci sono le sue prospettive di crescita, il suo equilibrio ambientale, insomma il suo futuro. A Biasotti voglio dire che col Piano Strategico abbiamo già discusso anche dell’esigenza di dare un disegno unitario al nostro Golfo, magari coinvolgendo un nome di prestigio internazionale come Renzo Piano. Ma questo alla Spezia è legato indissolubilmente ai processi di riorganizzazione del settore difesa, che per noi significa anche aree sottoutilizzate e non più strategiche da destinare a occasioni di rilancio economico e sociale. E’ chiaro che la riflessione più generale sul nostro sistema Golfo passa necessariamente attraverso il nodo delle prospettive del nostro Arsenale. E’ il momento che il Governo ci dica finalmente che ruolo intende attribuire alla nostra base nell’ambito sistema di difesa. E proprio su questo Biasotti deve dare quelle risposte concrete che fino ad oggi ha deliberatamente eluso, scegliendo la via delle propaganda. Questa volta, però, i trucchi da illusionista non basteranno. Biasotti dovrà usare argomentazioni più convincenti per spiegare agli spezzini perché ha scelto proprio l’amministratore delegato di un terminal genovese alla guida della nostra Autorità Portuale, contro la volontà delle istituzioni, di parte consistente del mondo economico, delle forze sociali, della città tutta; perché i suoi stessi alleati, integralisti portualisti, si sono precipitati a dissociarsi goffamente dalla strana coppia Biasotti-Schiffini; perché,infine, di fronte a una grande protesta e al sentimento di una città che si sente umiliata, ha preferito rimanere a Genova sottraendosi al confronto con chi ieri ha manifestato per difendere il proprio lavoro e il futuro della città. “ Giorgio Pagano – Sindaco della Spezia Ma quale film ha visto Pagano? Forse gli interramenti di altri 300.000mq sono partecipati? Non mi pare ci sia tutta questa armonia in città. | |
Come mossa elettorale mi sembra azzeccata, nei contenuti è tutto da verificare.
Su cosa potrà mettere mano Renzo Piano, se il PRP è già stato approvato in regione, col voto di Biasotti?
C'è solo da augurarsi che l'intesa porti una salutare svegliata anche per Burlando.
Dicano chiaramente i due candidati se considerano giusto un PRP che prevede 280.000mq di interramenti, e quale deve essere il limite massimo di espansione del porto.
Un breve riassunto: la sententenza del consiglio di stato ha annulato formalmente il ricorso WWF-Schiffini, ma ha ribadito nella sostanza i principi che devono regolare il dragaggio: per qualsiasi intervento sul golfo serve una bonifica ed il dragaggio deve seguire le strette procedure di legge previste, senza scorciatoie.
Il testo della sentenza è qui , una sintesi ben fatta della questione qui.
Bucchioni ha poco di cui vantarsi: il ricorso Schiffini è stato giudicato inammissibile solo perchè la procedura per il dragaggio era ancora in fase ancor meno che preliminare.
Questa comunque è la sua versione dei fatti.
Se è vero che...."I Terminalisti ed i clienti del porto di Spezia non devono neppure temere il cambio di Presidente dell’Autorità portuale poiché la linea di condotta per i dragaggi è la stessa necessaria a realizzare porticcioli turistici, cantieri per la nautica da diporto ed ogni altra opera nel Golfo della Spezia."....allora che senso hanno le manifestazioni e gli scioperi di questi giorni?