Poeti e Veleni nel Golfo

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martedì, luglio 27, 2004

PORTO, "STRADE BLU" SCONFESSA BUCCHIONI

Da Egidio Banti, notiziario

Nuova pesante sconfessione per Giorgio Bucchioni e per il suo piano portuale che, ormai, fa davvero acqua da tutte le parti. Questa volta la "sconfessione" non viene dagli ambientalisti o dai comitati, bensì da "Strade blu", cioè dall’importante operatore privato che, in Italia, sta cercando di realizzare il progetto detto delle "Autostrade del mare".

Un progetto, come è noto, finanziato con fondi europei e caldeggiato più volte anche dal presidente Ciampi (da ultimo martedì scorso al varo di Riva Trigoso).

E’ ben noto come Bucchioni – innamorato dei container in maniera persino parossistica – non voglia che alla Spezia facciano capo le "Autostrade del mare".

Per una semplice, e per lui buona ragione: con "Strade blu" non ci sarebbero contenitori da scaricare e da ricaricare, ma soltanto autotreni che entrano ed escono dalle navi.

Quindi non servirebbero (o, meglio, servirebbero assai meno) gru giganti né nuovi piazzali da ricavare interrando il mare.

Così, nel progetto di piano portuale varato quattro anni or sono, delle "Autostrade del mare" non si fa cenno, e la questione è già stata notata – criticamente – dal comitato tecnico regionale che ha esaminato il documento per il parere sulla valutazione di impatto ambientale.

Sino ad oggi, Bucchioni e i suoi (sconsiderati) sostenitori hanno ribattuto che al mercato delle "Autostrade del mare" il porto di Spezia non interessa.

Falso, come emerge dalla notizia battuta il 22 luglio scorso dall’Ansa:

"GENOVA, 22 LUG - Si potenziano e assumono ulteriore spessore i piani di sviluppo di Strade Blu, la società armatoriale che fa capo a Virgilio Cimaschi e Carlo Tavella e alla quale partecipa in modo significativo la 21Investimenti di Alessandro Benetton. Entro la fine dell' anno in corso, la società ha infatti in programma l'apertura di una nuova linea di collegamento fra l'Alto Tirreno e la Sicilia. Non è affatto escluso, anzi è molto probabile, informa una nota della società, che la scelta per quanto concerne il versante nord della linea cada sul porto della Spezia che fornisce una serie importante di garanzie e di elementi competitivi rispetto ad altri scali".

Quindi:

1) Non è vero che la crisi dei contenitori è, per il porto di Spezia, una crisi irreversibile;

2) Non è vero che non ci sono alternative;

3) Il piano del porto va comunque rivisto, proprio come andiamo ripetendo da mesi.


lunedì, luglio 19, 2004

Ricevo e pubblico volentieri:

Ho letto un articolo su un quotidiano locale in cui Mr. Bucchioni diceva che avrebbe sistemato i pulman che intralciavano il traffico sul lungomare sulla passeggiata ma non credevo sarebbe arrivato a tanto.
Invece lo ha fatto come avrete visto domenica e nella foto che ti allego.
Non si può proprio fare nulla ? Dobbiamo veramente accettare anche questo ?

postato da: sciac alle ore 21:54 | link | commenti
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giovedì, luglio 01, 2004

L'unico dato che emerge nella vicenda porto della Spezia è che il Piano Regolatore Portuale è completamente da riscrivere.
 
 
"La Regione Liguria ha emesso una serie di pesanti prescrizioni al Piano Regolatore Portuale, confermando una volta ancora che il PRP votato dagli enti locali (con l'eccezione di Lerici) è un Piano fatto male, figlio della fretta e che non porterà nessun giovamento ma sicuramente danni ambientali ed economici"
 
Questo è il secco giudizio espresso da Legambiente, la quale esprime l'assoluta necessità che si faccia un approfondimento tecnico in merito alle suddette prescrizioni e una profonda riflessione politica sul futuro che si vuole dare a questo territorio, che in termini ambientali "ha già dato molto".
 
"Queste prescrizioni rimettono in discussione la filosofia del PRP - commenta Paolo Varrella di Legambiente - e a tutto questo hanno concorso senza ombra di dubbio le osservazioni prodotte da Legambiente e dal Comune di Lerici ed inviate a Regione e Ministero dell'Ambiente. A breve verranno resi pubblici gli approfondimenti tecnico-giuridici che proprio insieme a Lerici si stanno preparando".
 
Se l'Autorità Portuale avesse costruito il PRP per scenari alternativi, come veniva chiesto dalle Associazioni e dai Comitati, avrebbe avuto qualche chance, mentre questo piano ha sposato da tempo un'unica teoria: "Interrare, Interrare, Interrare!"
 
www.legambientespezia.com