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L'incontro tra i sindaci di Portovenere e Lerici.
Una piccola considerazione: come spezzino nutro un pizzico di invidia in più verso le vicine Lerici e Portovenere, non solo per il mare più pulito e l'aria più buona, ma anche per i sindaci che i rispettivi cittadini hanno saputo scegliersi: Salvatore Calcagnini ed Emanuele Fresco
Chi deve scegliere i candidati sindaco, i cittadini, o i partiti oppure, peggio ancora, l'autorità portuale?
Perché alla Spezia nelle passate elezioni hanno dovuto contendersi il posto due personaggi un po' tristi e grigi come Scardigli e Pagano e non magari Ferri contro Arbasetti?
Basta giochi di potere, la democrazia è una cosa seria, i candidati devono essere scelti dagli elettori, non dai partiti o dalle lobbies del porto.
E' bene cominciare subito e concretamente a parlare di elezioni primarie.
Oppure ci spieghino chi seleziona i candidati e perché.

Alla Spezia l’operazione "bonifica del Golfo", al momento, non sembra procedere con ritmi entusiasmanti, tanto che il sindaco Pagano ha preso carta e penna ed ha scritto, lamentandosi, al ministro Matteoli.
In compenso, la sentenza del Tar della Liguria sui dragaggi continua a fare scuola.
Nel senso che il ministero ha ormai deciso di dare via libera alle bonifica dei sedimenti marini inquinati anche negli altri siti di interesse nazionale che erano, si fa per dire, in lista d’attesa. Tra il 10 e l’11 giugno, complice forse anche il clima di vigilia elettorale, il ministero ha infatti firmato con i presidenti delle Regioni interessate ben due accordi di programma quadro: quello per il "Mar Piccolo" di Taranto, in Puglia, e quello – ancora più importante – per l’intera area di Priolo, nel Siracusano.
Entrambi gli accordi prevedono operazioni di disinquinamento marino ai sensi del decreto ministeriale 471, secondo le medesime procedure individuate per Spezia.
E questo conferma, ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno) non essere vero che non esisteva una norma di legge per disinquinare le aree marine: chi lo ha sostenuto per un anno buono alla Spezia (Bucchioni, ma purtroppo non solo lui) ha fatto perdere per l’appunto un anno a tutte le operazioni di bonifica.
Ora, per contro, si vorrebbe correre a perdifiato. Ma anche questa potrebbe essere una trappola.
Anche perché il direttore generale Mascazzini, venuto a Spezia il 19 aprile, aveva parlato di "ottobre" come periodo per far partire la bonifica vera e propria, e naturalmente parziale.
A metà giugno rimane dunque difficile capire dove sia tutto il ritardo lamentato da alcuni.
In ogni modo, prima di ottobre, c’è almeno un appuntamento intermedio: la firma dell’accordo di programma quadro. A Priolo e Taranto l’hanno fatta.
Alla Spezia un tale evento potrebbe (o meglio dovrebbe) avvenire entro la fine di luglio. Staremo a vedere.