Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.
Secondo la revisione del PUT versione Ottobre 2000, sarebbero necessarie per Spezia ben due stazioni marittime vere e proprie.
Ecco il testo integrale del paragrafo dedicato al trasporto marittimo.
Ricordo i partecipanti al gruppo di lavoro che ha stilato il testo:
Assessore Renzo Cozzani
Coordinatori: Ing. Claudio Canneti (Comune SP)
Ing. Pietro Gelmini (Centro Studi Traffico)
Ingegneri del Traffico: Ing. Michele Minoja (Centro Studi Traffico)
Ing. Gianluca Rinaldi (Comune SP)
Ing. Angelo Rota (Centro Studi Traffico)
3.3 Il Piano del Trasporto Marittimo
L’A.T.C., in collaborazione con i Comuni della Spezia, di Lerici e di Portovenere ha predisposto il Piano dei Trasporti Marittimi per il Golfo che, integrandosi con il Piano dei Trasporti Pubblici, rappresenta un’opportunità per affrontare i problemi della mobilità alla scala sovracomunale.
3.3.1 Individuazione dei possibili punti di attracco
Il servizio di navigazione pubblica può rivolgersi sia alla mobilità di tipo turistico, concentrata in particolar modo nei mesi estivi ma anche nelle belle giornate festive del resto dell’anno, sia eventualmente anche alla mobilità dei residenti che oggi si spostano tra le località del Golfo con i mezzi privati e pubblici su gomma, soprattutto nei giorni feriali.
Si sono perciò individuate le fermate prioritarie, corrispondenti ai terminali di La Spezia, Portovenere e Lerici, e una serie di possibili fermate aggiuntive, alcune utili per la mobilità turistica, altre utili solo per la mobilità dei residenti che corrispondono alle borgate che si affacciano sul Golfo.
In Città si prevedono due fermate, una in Centro, nella zona del Molo Italia (trasferibile in una seconda fase alla Calata Paita) e un‘altra nella zona di Fossamastra, presso lo svincolo autostradale, fermata rivolta a coloro che arrivano con l’auto privata o con bus turistici e che pertanto dovrà essere dotata di un adeguato parcheggio limitrofo.
Queste due fermate si configurano come vere e proprie stazioni marittime e quindi necessiteranno di infrastrutture adeguate, quali biglietterie, ristoro, servizi igienici, informazioni turistiche.
Le altre fermate del Golfo possono essere attivate senza particolari interventi infrastrutturali. Nel tratto di costa verso Portovenere si sono individuati:
- prioritariamente, per il servizio estivo e festivo e per un eventuale servizio feriale invernale, un attracco a Portovenere, localizzabile al molo già oggi utilizzato dai traghetti turistici;
- per un eventuale servizio locale, limitato ai giorni festivi ed estivi oppure esteso anche ai feriali invernali:
. a Cadimare, un attracco localizzabile alla banchina esistente;
. a Fezzano, un attracco localizzabile alla banchina esistente;
. a Le Grazie, un attracco realizzabile nell’area dell’ex cantiere Valdettaro (destinata dal Comune di Portovenere a porticciolo ed attività per la nautica).
Nel tratto di costa verso Lerici si sono individuati:
- prioritariamente, per il servizio estivo e festivo e per un eventuale servizio feriale invernale, un attracco a Lerici, localizzabile al molo, oggi non utilizzato, al Centro della passeggiata a mare;
- per un eventuale servizio locale, limitato ai giorni festivi ed estivi oppure esteso anche ai feriali invernali:
. a Muggiano un attracco localizzabile al molo esistente, ad uso delle maestranze (e quindi destinabile a corse feriali deviate nei soli orari di inizio e fine turno);
. a S. Terenzo un pontile da costruire lungo la passeggiata a mare.
3.3.2 Articolazione del servizio per periodi-tipo dell’anno
Il servizio marittimo potrebbe assolvere due funzioni con caratteristiche molto diverse fra loro:
- un servizio di tipo turistico, con destinazione soprattutto nelle località di Portovenere e Lerici, con elevata domanda nei giorni estivi e in buona parte dei giorni festivi anche invernali;
- un servizio di tipo pendolare, con origine dalle località del Golfo e destinazione La Spezia, a supporto del servizio di autobus, da svolgersi nei giorni feriali.
Si sono quindi definiti:
- il servizio estivo e festivo invernale, per circa 150 giorni/anno e per il quale va effettuato il dimensionamento della flotta di unità navali;
- il servizio feriale invernale, per i rimanenti 215 giorni/anno, da prevedersi in aggiunta al precedente se sussistono motivazioni economiche e funzionali.
3.3.3 Scenari di servizio estivo e festivo invernale
Si sono valutati 2 tipi di servizio:
- un servizio locale, che tocca tutte le località intermedie fra La Spezia, Lerici e Portovenere;
- un servizio diretto, che raggiunge direttamente Lerici e Portovenere.
Il servizio locale, a causa dei notevoli perditempi per gli attracchi e per i relativi rallentamenti, comporta un sensibile allungamento dei tempi di percorrenza rispetto al servizio diretto. Il servizio locale presenta tempi di percorrenza pari se non superiori a quelli del servizio autobus e quindi rischia di essere poco utilizzato, considerando che il servizio autobus dovrà comunque essere mantenuto (anche se eventualmente con frequenze ridotte).
Invece il servizio diretto avrebbe tempi di percorrenza notevolmente inferiori, specie fra La Spezia Centro e Portovenere (20’ contro i 37’ degli autobus e i 44’ dell’eventuale navigazione locale).
Si sono perciò definiti:
- un primo Scenario (A) con corse alterne locali e dirette, in modo tale da avere una frequenza di 30’ tra La Spezia e Lerici e tra La Spezia e Portovenere ottenuta intercalando corse locali ogni 60’ e corse dirette ogni 60’
- un secondo Scenario (B) con solamente corse dirette ogni 30’ oppure ogni 40’
In entrambi gli Scenari si è anche introdotto un collegamento diretto Lerici-Portovenere da svolgersi ogni 60’-80’.
Tenendo conto della necessità di avere soste ai capolinea pari mediamente al 15-20% dei tempi di percorrenza, si è valutato che:
- nello Scenario A sono necessarie 6 barche più 1 riserva per ottenere frequenze medie di 30’;
- nello Scenario B sono necessarie 4 barche più 1 riserva per ottenere frequenze regolari di 40’, da aumentare a 6 più 1 riserva per ottenere frequenze (irregolari) di 30’.
Considerando l’entità della domanda particolarmente consistente e concentrata nei momenti di rientro dei turisti a La Spezia, è necessario prevedere barche da almeno 200 posti in modo da poter trasportare fino a 400 passeggeri/ora di punta con frequenze di 30’.
Il Comune della Spezia, in collaborazione con i Comuni di Lerici e di Portovenere nell’estate di quest’anno ha avviato una prima fase sperimentale di trasporto marittimo per il Golfo che rappresenta un’ importante opportunità per affrontare i problemi della mobilità alla scala sovracomunale e per favorire la fruizione turistica del territorio.
Il servizio, reso dagli operatori privati in convenzione con i Comuni, ha abbracciato il periodo compreso tra il 15 giugno ed il 15 settembre, con corse giornaliere a frequenza oraria sulla linea La Spezia - Portovenere e La Spezia – Lerici a condizioni tariffarie competitive con il trasporto pubblico su gomma ( lit. 5000 andata e ritorno per i residenti nella provincia spezzina ).
E’ intendimento degli Enti Locali ripetere ed ampliare l’esperienza dalla Pasqua 2001 potenziando i servizi connessi (promozione, aree di sosta di interscambio, nuovi attracchi intermedi sulle due linee ).
Vorrei solo ricordare che non sono necessari dragaggi per le stazioni marittime, e che, se ci fosse la volontà, i finanziamenti si possono trovare a livello Comunitario, come riconversione ai fini turistici di strutture portuali (Obbiettivo 2).
Ma alla Spezia questa è quasi una bestemmia, almeno fino a ieri.
(Estratto da Egidio Banti, notiziario)
E’ ormai chiaro che, sui dragaggi, per mesi e mesi l’Autorità portuale ha mentito alla città:
non era vero che mancava la legge;
non era vero che ci sarebbero voluti anni per avviare la bonifica (basteranno sei/otto mesi, ha sentenziato il ministero dell’Ambiente !);
non era vero che non si sarebbe potuta fare la bonifica parziale per fasi. Per sostenere tali tesi è stato speso anche denaro pubblico, ad esempio nelle pagine a pagamento sui giornali.
E’ chiaro che su cose del genere, una volta scoperte, si paga pegno.
Tanto più se si vuole restare al proprio posto.
In molti, a cominciare dagli enti locali (escluso il coraggioso comune di Lerici !), sono caduti nella trappola, noi pensiamo in buona fede, senza confidare in qualche trasversale patto leonino.
Fatto sta che, adesso, nulla è più come prima, anche perché la credibilità di chi guida il porto – se si vuole esaminare la faccenda a mente fredda – è ormai prossima allo zero.
E tale crollo di credibilità non può non riverberarsi sul progetto di piano regolatore portuale.
Siamo proprio sicuri che gli studi della Nei sullo sviluppo dello scalo fossero corretti ?
E, comunque, non è ormai evidente che le previsioni per il 2004 – 2005 sono saltate ?
E che lo scenario di riferimento per il Nord Italia è cambiato ?
Proprio come in Vietnam, però, Bucchioni e la Contship, almeno per ora, sembrano arroccarsi su se stessi, nell’improbabile ricerca di una via d’uscita che non sia quella, per noi inevitabile, di una soluzione politica, cioè di un nuovo e diverso patto tra il porto e la città.
Un patto, questa volta, che abbia garanti diversi dagli improvvidi assessori regionali in carica, alle cui piroette si deve una parte rilevante di responsabilità nell’attuale disastro.
Un patto che non sia fondato sull’arroganza, ma sul dialogo, e sul riconoscimento delle ragioni di tutti, e non di una parte sola.
Buona fede, o altro??? Non credo tanto alla buona fede di questi politici...Anche loro hanno mentito e continuano a mentire sui dragaggi.(commento di Sciac)
(Egidio Banti, notiziario)
Polemiche a parte, è forse il caso di capire quanto e come possa ancora "reggere" l’Intesa tra enti locali ed Autorità portuale siglata nel 2000 (quattro anni fa !) sul nuovo piano regolatore portuale. A noi sembra che alcuni punti, quanto meno, richiedano un’attenta verifica, anche per non trovarsi di fronte a brutte sorprese al momento dell’esame di compatibilità ambientale del progetto di PRP. Eccoli:
1. Il PRP si poggia sulle previsioni di sviluppo dei traffici portuali effettuate dalla società Nei. Ebbene, risulta che quelle previsioni altro non sono che l’attribuzione allo scalo spezzino di quote parti percentuali dello sviluppo di traffico stimato per tutto il Nord Italia. Senza alcuna analisi dei fattori specifici (rapporto con Genova, infrastrutturazione ferroviaria, linee europee di traffico e così via). E’ corretto tutto questo ? A noi non sembra…
2. Quand’anche l’analisi fosse corretta, è evidente che essa va almeno rivista. E’ infatti del tutto inattuale, ad oggi, la previsione "di minima" di 1.230.000 teus nel 2005. Vogliamo per favore verificarla ?
3. Lo studio Nei dà per scontato un indice di saturazione portuale (rapporto teu mq/anno) pari a 2, quando di fatto già nel 1993 questo indice nel porto della Spezia era pari a 4. Il confronto con gli indici molto più bassi del Nord Europa non ha senso, giacché lassù (v. Rotterdam) gli spazi extra urbani non mancano davvero… La questione non è di poca importanza, giacché è dall’indice di saturazione che si calcola il fabbisogno di nuovi spazi a mare. Ma di questo nessuno ha mai discusso seriamente!
4. Non convince – anche perché non motivata sino in fondo – l’idea della "compensazione" di aree a mare a fronte di aree portuali cedute al comune per la mitigazione dell’impatto ambientale. Infatti, la mitigazione ambientale è un obbligo preciso imposto dalla legge, altrimenti il progetto di PRP non potrebbe passare l’esame della Via. Dunque non è un "regalo" del porto alla città. E’ del tutto comprensibile che molti non accettino l’idea di "compensare" quell’atto dovuto con nuovi interramenti, specialmente se non motivati sul fronte programmatorio.
Chi pensa che il nuovo PRP possa essere approvato ed entrare in vigore senza chiarire, almeno, i punti sopra indicati, per noi è lontano dalla realtà delle cose.
Vedo tra i referrers di oggi, che molti hanno cercato la parola bonifica: entrambi i giornali locali in locandina titolano al riguardo.
I vari Gatti, Pagano, Ricciardi, persino Bucchioni, scoprono l'acqua calda: è necessaria la bonifica preventiva per procedere al dragaggio, seguendo l'iter previsto dalla legge, senza scorciatoie furbesche, già bocciate dal TAR (vedi carteggio Bucchioni-Grondacci dell'estate scorsa).
Altro che addossare la responsabilità per i ritardi al ministero o agli ambientalisti: la responsabilità è di chi ha tentato di cambiare le carte in tavola spacciando per bonifica il dragaggio.
L'iter di legge prevede preventivamente la bonifica e la VIA(valutazione di impatto ambientale), ed è del tutto ancora da dimostrare che una espansione del porto, così come prevista dal PRP attuale, sia ambientalmente compatibile, e sia anche la migliore scelta economica per il nostro golfo, che lo ricordiamo, è detto "dei Poeti".