Poeti e Veleni nel Golfo

Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.

CHI SONO

Blogger: sciac
Un seguace del pensiero filosofico di Luigi Malabrocca

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
Appello per la Giustizia - Per De Magistris
martedì, dicembre 30, 2003

UN MILIONE DI CONTAI...

UN MILIONE DI CONTAINERS

Si è svolta in porto una curiosa manifestazione degna del miglior Buster Keaton: è stato festeggiato il milionesimo container scaricato.

Probabilmente appesantito dai festeggiamenti detto container si è staccato dalla gru ed è rimasto a penzoloni (incredibile ma vero).

Sfidando il senso del ridicolo si sono riunite le principali autorità cittadine, brindando al felice risultato conseguito:

un milione di passeggeri?

No, quelli sono spariti.

Un milione di turisti?

No, quelli sono scappati.

Un milione di container.

Non vi bastano ancora???


postato da: sciac alle ore 21:48 | link | commenti
categorie:
giovedì, dicembre 25, 2003

La mancina idraulica...

La mancina idraulica, simbolo dell’Arsenale, demolita come ferro vecchio

(da newslaspezia)

La Spezia, 24 dicembre

La storica gru dell’arsenale militare, costruita nel 1826, e successivamente trasformata in mancina idraulica, simbolo stesso dell’Arsenale militare spezzino, e rarissimo pezzo storico di architettura e meccanica del primo periodo della prima rivoluzione industriale è stata distrutta.

E probabilmente il ferro è finito, tagliato dalle fiamme ossidriche, nel famigerato Campo di ferro oggi al centro di un’inchiesta della magistratura per inquinamento ambientale.

La demolizione scellerata è stata effettuata in sordina, senza che la città, e neppure le amministrazioni pubbliche, ne fossero informate.

E non è neppure chiaro in che periodo sia avvenuta.

Resta il fatto gravissimo che un raro monumento di architettura preindustriale è stato distrutto senza che nessuno abbia potuto far nulla per evitarlo.

Una decisione, quella adottata dai vertici della Marina Militare, che evidenzia una totale mancanza di sensibilità culturale e l’incapacità di rendersi conto dell’enorme non solo simbolico, ma anche storico, rappresentato dal manufatto.

Del resto che tale sensibilità fosse del tutto assente lo si era già capito dalla costruzione, avvenuta una decina di anni fa, di un orribile capannone realizzato proprio a ridosso delle storiche mura dell’arsenale, nella zona vicina a Porta Sprugola.

Da sottolineare che mentre la Sovrintendenza alle belle Arti bloccò negli anni ’70 la copertura del Lagora (sostenendo che avrebbe deturpato l’immagine della fortificazione, nulla poté successivamente per stoppare la realizzazione del capannone, vero eco-mostro visibile anche dall’esterno della struttura militare.

Del resto, proprio la recente inchiesta sullo stoccaggio di rifiuti pericolosi ed anche radioattivi nella discarica a cielo aperto del campo di ferro, dimostra inequivocabilmente quanto, almeno per moltissimi anni, sia contato davvero poco l’ambiente per i vertici della base militare spezzina.

 

 





postato da: sciac alle ore 19:19 | link | commenti
categorie:
sabato, dicembre 20, 2003

NUOVA ECOLOGIA Su l...

NUOVA ECOLOGIA

Su la Nuova Ecologia ci si occupa del caso La Spezia, in particolare sul nuovo scandalo dei rifiuti radioattivi in arsenale


postato da: sciac alle ore 13:39 | link | commenti
categorie:
giovedì, dicembre 18, 2003

"Il turismo ...

"Il turismo nautico è il futuro del Golfo"

Parola di Soldini,
Cittadino onorario dei tre Comuni ....

 

"I l golfo dei poeti ha potenzialità enormi. Dovete aver coraggio e fare delle scelte. Il futuro di questo golfo è nel turismo nautico perché sono già presenti numerose aziende in grado di fornire tecnologia avanzata alle imbarcazioni a fianco di altre con grande tradizione e competenza nella manutenzione degli scafi e tutto ciò in un luogo incantevole. Scegliete e prima lo farete meglio sarà".

Giovanni Soldini ha tra le mani le tre cittadinanze onorarie che gli sono state appena conferite dai sindaci della Spezia, Lerici e Portovenere ma non rinuncia a dire la sua, a sferzare i politici che pure ringrazia per l'onore.



postato da: diogo alle ore 17:43 | link | commenti (2)
categorie:

Veleni radioattivi a...

Veleni radioattivi alla Spezia

BOMBA ECOLOGICA Le rivelazioni della perizia tecnica consegnata al procuratore Attinà
Nel "Campo in ferro" di Marola trovati quintali di rifiuti tossici. E nel sottosuolo diossine, amianto, metalli pesanti e idrocarburi: inquinate le acque sotterranee


In superficie 765 chili di rifiuti classificati come radioattivi, e poi coibentazioni d'amianto sfuse, batterie al piombo e al nichel-cadmio, condensatori contenenti policlorolifenili e policlorotrifenili, assimilabili alle diossine. E nel sottosuolo amianto, batterie, residui di solventi, di vernici, di olii minerali e di idrocarburi pesanti, che hanno contaminato anche le acque sotterranee, e, presumibilmente, altri rifiuti radioattivi. Il Campo in ferro dell'Arsenale Militare nascondeva una piccola Pitelli. Il quadro veramente allarmante emerge dalla perizia dell'ingegner Luigi Boeri, consulente tecnico del procuratore aggiunto Rodolfo Attinà, nell'inchiesta che vede indagati gli ammiragli Dino Nascetti ed Ermogene Zannini nella loro veste di ultimi direttori dello stabilimento militare.
Ma l'ingegner Boeri sottolinea come la responsabilità del dissesto ambientale creato sopra e sotto la vasta aerea che si stende ai piedi di Marola non può essere ascritta solo ai due alti ufficiali. Il consulente tecnico del pm Attinà nota che la sepoltura di rifiuti pericolosi nel sottosuolo a contatto col mare risale agli anni antecedenti il 1980. Nei quattro magazzini in lamiera, di cui uno addirittura non censito, scaricavano materiali altri comandi, che ricadono sotto il diretto controllo del Comando del Dipartimento Alto Tirreno. Al Comando in Capo del Dipartimento l'ingegner Boeri imputa in particolare di aver effettuato negli anni trasporti di rifiuti pericolosi e non pericolosi con mezzi non idonei, di non aver tenuto registri di carico e scarico, di non aver dato corso a un programma di smaltimento dell'amianto presentato dalla Direzione dell'Arsenale, di non aver avuto notizie di disposizioni formali all'utilizzazione del deposito. Il procuratore Attinà dovrà valutare se questi comportamenti omissivi costituiscano ipotesi di reato e, nel caso, quali persone fisiche iscrivere nel registro degli indagati. C'è motivo di ritenere che gli ammiragli Zannini e Nascetti non resterrano gli unici alti ufficiali coinvolti nell'inchiesta.
Il deposito della perizia dell'ingegner Boeri è avvenuto il 18 novembre scorso. Il documento è rimasto a lungo top secret. Poi il magistrato ne ha disposto l'invio a tutti gli enti, che possono essere interessati alla bonifica del sito, dal Comune al ministero della Difesa, al ministero dell'Ambiente. E il clamore dell'esito delle indagini tecniche ha sfondato il muro del segreto d'indagine.
Le 554 pagine della perizia, corredate da quattro faldoni di tavole e di tabelle, consegnano alle autorità civili e militari e alla collettività spezzina un altro scandalo ambientale. Ma questa volta il responsabile non è qualche speculatore privato o qualche organizzazione malavitosa. Il Campo in ferro non entrerà nelle competenze della commissione parlamentare d'inchiesta sulle "ecomafie". Ma non perché la quantità e la pericolosità dei rifiuti e dell'inquinamento provocato sia di poco conto, ma solo perché l'autore è lo stesso Stato che ha emanato la legge Ronchi, che sanziona pesantemente i privati.
Quando si legge che tra i cumuli del magazzino Metalli pregiati sono state rinvenute apparecchiature contenenti fonti emittenti radiazioni ionizzanti, classificabili ad ogni effetto come rifiuti radioattivi, si accapona la pelle. Il perito non è stato in grado di quantificare quanti rifiuti radioattivi sono stati interrati prima del 1980. Ciò che nasconde il sottosuolo è stato censito a campione. Sicuramente nel sottosuolo sono nascosti materiali metallici, vernici e diluenti, batterie e pile, pneumatici, amianto in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Le analisi chimiche hanno accertato una forte contaminazione del terreno in modo significativo fino ai tre metri di profondità. I rifiuti, in assenza di protezioni, hanno poi ceduto inquinanti alle acque sotterranee, dove oltre a metalli pesanti come ferro, alluminio e manganese, è stata riscontrata presenza di solfati e di policlorobifenili, assimilabili alle diossine. Tutte sostanze che, se cedute al mare, possono entrare nella catena alimentare.










postato da: sciac alle ore 13:13 | link | commenti
categorie: discariche