Poeti e Veleni nel Golfo

Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
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Appello per la Giustizia - Per De Magistris
giovedì, ottobre 30, 2003

ATTUALE PIANO REGOLATORE PORTUALE : VERO VINCOLO ALLO SVILUPPO.

 Venerdi 24 Ottobre, alle ore 17:00, si è tenuto, presso Ufficio del Sindaco della Spezia Dott. Giorgio Pagano, con la presenza del Presidente della Provincia della Spezia Pino Ricciardi, il primo confronto con le associazioni ambientaliste in merito alla prosecuzione del confronto sulle questioni nodali che riguardano il nostro territorio.

 Riteniamo decisamente apprezzabile l'intento delle Amministrazioni Comunale e Provinciale, di aprire il confronto con le forze sociali del territorio, nell'ottica di sviluppo di una Democrazia Partecipata capace di responsabilizzare i vari attori tramite il dialogo e la cooperazione.

 Pur ritenendo validi gran parte dei presupposti sui quali si basa il Piano Strategico, riteniamo che la positiva attuazione degli obbiettivi del piano sia fortemente limitata dall’attuale Piano Regolatore Portuale.

In particolare, lo sviluppo della nautica, relativamente all’insediamento di nuove attività di produzione, è fortemente limitato, come testimoniato dalla vicenda Azimut; inoltre, anche il turismo, che unitamente al comparto nautico, rappresenta uno dei punti cardine dell’intero piano, potrebbe trovare nuovi spazi ed opportunità, anche tramite strutture ricettive fronte mare, se solo si volesse rivedere integralmente il P.R.P., ferma restando la tutela dei traffici attuali commerciali in virtù della ricaduta occupazionale.

Ciò che vogliamo sottolineare, non è la nostra contrarietà aprioristica nei confronti del porto commerciale; riteniamo tuttavia, che la stesura di un piano strategico di tale importanza, debba essere preceduta dall’analisi di studi, scientifici ed approfonditi, elaborati da autorevoli società di consulenza, in merito ai possibili scenari alternativi in materia ambientale, occupazionale, economica e sociale.

La carenza di detti studi non è compatibile con scelte irreversibili e vincolanti per l’intera collettività. Risulta evidente che, se ci fossero soluzioni decisamente più vantaggiose per il benessere globale rispetto a quella ipotizzata dall’attuale P.R.P., l’Autorità Portuale della Spezia, in quanto Ente di Diritto Pubblico, avrebbe il “dovere” di applicarle nell’interesse generale. Con la speranza di essere da stimolo ad un costruttivo intervento delle nostre Amministrazioni, vogliamo esprimere l’augurio che il nostro Golfo possa veder realizzata, nel medio periodo, la naturale vocazione dei nostri splendidi scenari.

 WWF – SEZ. PROV. LA SPEZIA


postato da: diogo alle ore 11:26 | link | commenti
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lunedì, ottobre 27, 2003

L'ultima di Grillo

Purtroppo non fa ridere: infatti si tratta di Luigi e non Beppe Grillo.

A raffica: a livello nazionale desta scalpore la legge sul permesso a costruire nelle zone boschive incendiate, un vero incitamento alla distruzione del patrimonio boschivo.

Di ciò ha scritto Inve nel suo blog

A livello locale, ha dichiarato di aver pronta una leggina per sbloccare il dragaggio del porto.

Auguriamoci che il buon senso prevalga ancora ogni tanto, e non se ne faccia niente.


postato da: sciac alle ore 00:21 | link | commenti
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giovedì, ottobre 23, 2003

LE GRU
(dal comunicato legambiente)

Esempio da manuale di mala gestione portuale:
  • si acquistano tre gru da 7 miliardi l'una
  • si costruisce il molo Ravano
  • ci si accorge che il fondale davanti al molo nuovo è mediamente di tre metri e si chiede di dragarlo ma la magistratura amministrativa blocca il tutto
  • inizia l'operazione "stracciamoci le vesti"





postato da: sciac alle ore 13:14 | link | commenti
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mercoledì, ottobre 22, 2003

"La Spezia progetta il suo mare" solo quando fa comodo
Le dichiarazioni del Sindaco della Spezia secondo le quali i lavori per la fascia di rispetto del porto sarebbero imminenti hanno destato la protesta di Legambiente che critica apertamente i metodi adottati dall'Amministrazione.
Per la progettazione del fronte a mare della "città che conta", ovvero il "waterfront", si organizzano convegni aulici citando ad hoc la "progettazione partecipata", mentre per il Levante cittadino si annuciano gli interventi "a cose fatte".
Legambiente critica pesantemente questo modo di fare, dal momento che gli interventi sbandierati dal Sindaco Pagano non sono stati mai discussi nella Inchiesta Pubblica sul PRP i cui membri, lo ricordiamo, attendono ancora di poter visionare un minimo di documentazione circa il futuro assetto del fronte a mare dell'intero golfo. Visto e considerato soprattutto che il PRP non ha iniziato ancora l'iter di Valutazione di Impatto Ambientale.
La fascia di rispetto - prosegue Legambiente - è una misura di mitigazione degli impatti ambientali del porto sulla città, e va necessariamente progettata a seguito della Valutazione di Impatto Ambientale, non certo prima.
A questo punto, poiché si fanno espliciti riferimenti a fascia di rispetto composta da pista ciclabile e pedonale, ovvero a un progetto esecutivo, vorremmo sapere perché si è fatto perdere tempo ad associazioni e comitati nel convocarli numerose volte all'Inchiesta Pubblica quando, ormai è chiaro, era già tutto stabilito tra Comune e Autorità Portuale.
Legambiente si interroga anche su un fatto inquietante: i Consiglieri Comunali, quando votarono l'intesa al PRP, erano al corrente di queste opere? Anche per il probabile interramento della Passeggiata Morìn nessuno si accorse di nulla, ma sta di fatto che tale opera compare nell'ultima versione del PRP...
Che fine ha fatto la Valutazione di Impatto Ambientale per queste opere che rientrano in ambito portuale? Esistono le concessioni edilizie? Rientrano nel PUC e nel PTC?

postato da: sciac alle ore 13:13 | link | commenti
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domenica, ottobre 12, 2003

"I dragaggi sono stati stoppati fino ad ora non per motivi ambientali, ma perché sono state ignorate le leggi dello Stato da parte di chi ha istruito la pratica"
 
All'indomani dell'intervista al presidente dell'Autorità Portuale Legambiente rispedisce prontamente al mittente le accuse. Se MSC fa rotta verso Genova, non è certo per il mancato dragaggio. Aponte conosce benissimo la situazione di Spezia, ma capisce altrettanto bene che, a fronte del neonato terzo valico genovese e il conseguente ennesimo stop del raddoppio della pontremolese, Genova diventa ultrastrategica, in qualità di capolinea del corridoio Genova Rotterdam.
 
Se si vogliono scaricare colpe, forse sarebbe utile all'Autorità Portuale spezzina fare finalmente autocritica per aver da sempre sostenuto, con toni che rasentano l'arroganza, scelte completamente sbagliate.
Da sempre eminenti esperti di portualità e logistica sostengono che Spezia non potrebbe mai diventare come Genova o Rotterdam: mancano le infrastrutture di collegamento. Tuttavia, a fronte del fallimentare mega scenario che prevede milioni di containers movimentati, nessuno da via del Molo si è ancora degnato di ragionare sulle possibilità che si avrebbero se il Porto spezzino investisse nella qualità dei servizi e nel miglioramento ambientale dello scalo.
 
Un esempio? Gli enormi carroponti dotati di potenti motori diesel sparano fumo nero, particolato (leggi polveri fini) e quantaltro direttamente sul centro abitato. Perché invece di spendere migliaia di euro in pubblicità assai discutibile (giardini Zen ecc.) l'Autorità Portuale non si impegna a dotare quei motori di filtri anti inquinamento?
 
E la "classe politica corriva" citata da Bucchioni che fa?
 

postato da: sciac alle ore 17:28 | link | commenti
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