Poeti e Veleni nel Golfo

Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.

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Appello per la Giustizia - Per De Magistris
giovedì, luglio 31, 2003

CONTROREPLICA

(ricevo e pubblico)

Egregio Bucchioni

Se sono un ragazzo , provocatore di professione ed è inutile interloquire con me perché mi ha risposto? Forse perché ultimamente è più nervoso del solito : che c’è signor “lasciatemilavorare” ha paura di non concludere un tubo entro il suo mandato ?

Nel merito mi limito a sottolineare due punti ( noi ragazzi si sa siamo sistematici ) :

  1. se fossi un ambientalista estremista potrei dirle continui pure a lavorare visti i risultati , ma voglio bene a questa città e spero che la sua logica venga sconfitta perché non serve all’ambiente , al porto , e quindi alla città
  2. lei conferma pienamente la mia tesi. Infatti lei vuole stralciare la parte a mare del sito da bonificare (una follia giuridica e ambientale) proprio perché non vuole rispettare la normativa sulle bonifiche . Il resto , caro Bucchioni , sono ciance !

Il ragazzo la saluta

Marco Grondacci


postato da: sciac alle ore 22:50 | link | commenti
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BUCCHIONI RISPONDE A GRONDACCI

(ricevo e pubblico)

Egregio dott. Grondacci,
a volte non resisto e cado nella trappola: rispondo a personaggi come Lei pur nella consapevolezza della totale inutilità di interloquire con chi fa della provocazione uno stile di vita.
Ed il mio convincimento sulle finalità della sua comunicazione odierna è ben suffragato sia dall'indirizzario da Lei usato che dalle argomentazioni sostenute con spocchia davvero rara: "io l'avevo detto!".
Ma vede, dott. Grondacci, dall'alto della sua supponenza Lei dimentica che TAR e Consiglio di Stato hanno deliberato su decisioni maturate a seguito di orientamenti di Ministeri ed Istituti di ricerca, oltreché di Istituzioni fra cui, mi creda, l'Autorità portuale ed i suoi rappresentanti erano quelle che subivano e non quelli che davano la linea. Purtroppo tutti costoro non hanno tenuto conto dei suoi illuminanti pensieri.
Per quanto mi riguarda Le ribadisco:
1) L'Autorità portuale intende dragare e la legge che le dà titolo è la 84/94;
2) il D.M. 471/99 si riferisce ai siti di bonifica a terra ed è stato, impropriamente(?), esteso al mare per una evidente carenza di normativa specifica;
3) la bonifica parziale, in mare, non mi pare praticabile per le condizioni stesse dell'ambiente in cui dovrebbe essere realizzata;
4) al giudizio di merito del TAR potremo accertare se e quali errori e da parte di chi sono stati fatti: la sua sicumera potrà forse subire qualche colpo.
Naturalmente prescindo dal replicare alle sue gratuite offese che interpreto come funzionali alle sue esigenze di bassa politica e di accreditamento in un ambiente che, questa forse è la mia arroganza, non tengo in grande considerazione.
Mi verrebbe da concludere con un vecchio detto "lasciami lavorare, ragazzo".
dott. Giorgio Bucchioni

postato da: sciac alle ore 22:48 | link | commenti (1)
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Al Presidente Autorità Portuale

(Ricevo e pubblico: e la stampa locale?)

Egregio Dott. Bucchioni ,

Ho avuto modo di leggere le sue dichiarazioni rilasciate alla Commissione consiliare sui dragaggi del golfo .

Lei sostiene che negli altri siti si draga e alla Spezia no ; certo in altri siti si draga per il semplice motivo che sono state seguite le procedure di legge e perché li non c’è la situazione che abbiamo nel nostro Golfo (le ricordo , Dott. Bucchioni, che l’area interessata dal dragaggio è perimetrata all’interno del sito di bonifica nazionale per il quale esiste una normativa speciale ) .

Lei sostiene inoltre che se prima bisogna bonificare l’intero golfo i costi diventano impossibili e rischia di bloccarsi tutto . Non è così non è questo quello che dice la legge vigente (ne tantomeno le ordinanze di Tar e Consiglio di Stato) che non a caso prevede anche la bonifica parziale sia pure dentro i parametri rigorosi della legge . Voglio ricordarle che secondo la legge vigente in materia qualsiasi intervento che comporti rimozione dei suoli e/o fondali inquinati nell’area soggetta a bonifica deve seguire le procedure del DM 471/1999 e quindi caratterizzazione , progetto preliminare e poi progetto definitivo di messa in sicurezza o bonifica .

L’errore fatto dalla Autorità Portuale ( ma anche dalla Conferenza dei servizi presso il Ministero dell'Ambiente ) è stato quello di spacciare il progetto di dragaggio come intervento preliminare alla bonifica dell’area interessata dal dragaggio stesso . Inoltre è stata completamente rimossa la questione della valutazione di impatto ambientale sia del progetto di dragaggio che della eventuale vasca di colmata dove dovrebbero finire i fanghi del dragaggio che sono rifiuti quanto meno speciali non pericolosi . Come è noto, quando è necessaria, la valutazione di impatto ambientale è una procedura preliminare a qualsiasi autorizzazione definitiva del progetto . Per questi motivi il TAR e il Consiglio di Stato hanno riconosciuto la fondatezza del ricorso fatto dagli avvocati del Comitato Schiffini sostenuto anche dall'avvocato Lamma della Legambiente .

Il tutto è reso ancor più grave dal fatto che queste cose, che ora le scrivo, il sottoscritto le aveva espresse in modo più argomentato circa 1 anno fa ma evidentemente lei aveva di meglio da fare per esempio rilasciare interviste deliranti nelle quali dichiarava che aveva già le autorizzazioni in mano anzi che si sarebbe autorizzato da solo ed entro settembre ( dello scorso anno sic!) avrebbe iniziato a dragare !

Come vede Dott. Bucchioni non ho fatto ideologia , ho scritto di procedure , di leggi , della necessità di progetti presentati con correttezza e competenza .

Forse se lei egregio Dottore invece che fare della bassa polemica politica si fosse preoccupato di seguire le procedure di legge e di presentare progetti corretti avrebbe fatto un miglior servizio al porto , alla città e perchè no all'ambiente.

Non sarà che il primo nemico dello sviluppo del porto possa essere proprio l’arroganza e l’incompetenza sua e della Autorità Portuale che lei rappresenta ?

Dott. Marco Grondacci


postato da: sciac alle ore 13:26 | link | commenti (1)
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lunedì, luglio 28, 2003

Comunicato Stampa
(LEGAMBIENTE SP)
La Spezia, 28 Luglio
"A La Spezia siamo bravissimi a perdere i treni...ma anche le navi"
Nei giorni scorsi, grazie all'impegno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, più di 130 operatori turistici della crocieristica sono giunti a Riomaggiore per fare sopraluoghi e predisporre escursioni via treno per i turisti che sbarcano nel porto di Genova.
Nessun amministratore spezzino, a quanto ci risulta, ha cercato contatti con questi tour operators e convincere le più grosse compagnie di navigazione del mondo a far sbarcare i propri ospiti nel Golfo dei Poeti.
Sarebbe troppo permettere ai crocieristi di fare escursioni in battello nel Golfo dei Poeti, a Lerici, Portovenere, Tellaro, l'arcipelago e poi nelle Cinque Terre e Levanto, nella Val di Vara. Sarebbe ancora più strano se a La Spezia si rendessero operativi i percorsi museali, i percorsi gastronomici e tantissime altre cose che si potrebbero organizzare.
E' deprimente vedere che per il dragaggio e per i containers ci si schiera compatti e si va a Roma dal Ministro col cappello in mano, mentre per concrete possibilità di incentivare il turismo tutti fanno finta di niente. Forse a qualcuno in città darebbe noia avere qualche migliaio di turisti affamati di shopping....
Questa è l'ennesima dimostrazione che il turismo a Spezia è cosa scomoda, va bene a parole, ma non nei fatti.
Ci auguriamo che a breve le Amministrazioni prendano contatto con queste "super navi di lusso" (che pescano solo 10 metri n.d.r.) e facciano sì che si renda merito alla bellezza del nostro territorio.

postato da: sciac alle ore 20:25 | link | commenti (1)
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domenica, luglio 27, 2003

QUESTUA E AFFARI
(LEGAMBIENTE SP)
Nel mentre "i nostri eroi" corrono a Roma da Matteoli col cappello in mano a chiedere un decreto pro dragaggio per salvare la faccia dopo la pessima figura a seguito del Consiglio di Stato (in uno Stato serio qualcuno avrebbe dovuto dimettersi...), Savona ragiona seriamente su come improntare il propio futuro.
Da Il Secolo XIX di oggi.
E Savona con il Palacrociere sogna un milione di passeggeri imbarcati.
Savona. Obiettivo: un milione e 100 mila passeggeri. Un piccolo miracolo per un porto, quello di Savona-Vado, che sino a fine 1996 non aveva visto nemmeno l’ombra di un crocierista, tranne le sporadiche apparizioni diella vecchia "Odessa", gloria della marineria sovietica che a Savona aveva anche trovato modo di ammainare la bandiera rossa e issare i colori ucraini.
Un obiettivo doppiamente ambizioso, se si considera che lo scorso anno i passeggeri transitati si erano fermati a quota 443 mila, di cui 105 mila al terminal crociere di Savona e 338 mila agli ormeggi Forship di Vado Ligure (Corsica e Sardinia Ferries). Ma è anche un traguardo ragionevole, sostenuto dall’imminente entrata in funzione di nuove infrastrutture e da un’aggressiva politica commerciale, che punta a utilizzare tutte le opportunità offerte dal mercato.
Nel 2004 , secondo le prime anticipazioni di Costa Crociere, i passeggeri in arrivo, partenza o transito attraverso il futuribile nuovo "gate" di Savona avvicineranno quota 300 mila, in ulteriore aumento rispetto ai 235 mila "ospiti" attesi quest’anno. Confermata la presenza, per la prossima stagione invernale, della nuova ammiraglia "Costa Fortuna", mentre dal settembre 2004 farà scalo a Savona un altro colosso della flotta genovese, "Atlantica".
Ma saranno almeno otto le navi di Costa che scaleranno regolarmente Calata delle Vele e la stazione marittima "firmata" Bofill. Senza dimenticare che il terminal crociere gestito da Costa è aperto ad altre Compagnie e, in particolare, alle altre società del Gruppo Carnival.
Opportunità di grande espansione anche per il terminal per traghetti e traffico merci ro-ro alle Calate Nord del porto di Vado Ligure. I due accosti e la stazione marittima in concessione a Forship dal 1998 sono diventati cinque, di cui quattro appena resi agibili e consentono un movimento nettamente superiore ai volumi medi annuali fin qui registrati (360 mila transiti). Corsica Ferries potrebbe salire a 600 mila passeggeri, specie se saranno aperte le nuove rotte per la Sardegna con l’utilizzo dei "Megaexpress". Ma il terminal, grazie anche all’ampia disponibilità di piazzali alle spalle delle banchine, è in grado di acquisire nuovi clienti. L’Autorità Portuale si sta guardando attorno ed ha già preso qualche appunto, notando situazioni di sofferenza (naturalmente a Genova) che potrebbero trovare una soluzione a Vado. Un porto, d’altra parte, che pur potendo contare su pochi ormeggi, era riuscito a gestire senza affanno gran parte del movimento traghetti ligure durante i giorni del G8 genovese.
MORALE: a Spezia vogliono fare almeno un milione e mezzo di teu, a Savona un milione e centomila di turisti.....si vede che i savonesi hanno finalmente capito che i containers non spendono soldi in bar, negozi, pizzerie, ristoranti e alberghi, mentre invece, strano a dirsi, i turisti spendono...e come!





postato da: sciac alle ore 10:34 | link | commenti
categorie: legambiente, stazione marittima