Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.
In the port of Spezia a well-known lobby means to triple the number of the containers in few years. To this end it has planned to widen the harbour.
The broadening of the harbour and its traffic should performed as follows:
On the devastating effects of both operations a document is alleged to explain as clear as possible the reality of such a complex problem.
We want to explain the ill-informed population of Spezia that our territory is being sold off to the lower bidder, and that a huge environmental damage, irrelevant economic advantages and a negligible increase of the occupation will follow. In the meanwhile the dredging has already been approved by the local harbour authority and enormous economic advantages are expected for the promoters.
Our action will be successful only if the "Gulf of Poets" affair becomes an international environmental emergency known beyond the limits of our province and region.
What does dredging exactly mean?
Dredging means lowering the seabed of the channel which crosses the gulf, with the end of having in the harbour huge ships which can carry up to 8000 containers.
What risks?
The main risk is that due to the dredging all the toxic waste which for years have been piling up on the seabed of the Gulf (the Pitelli dump, hydrocarbons etc.) would remain in suspension causing the biological death of the Gulf (for instance the mussel growing and fishing would receive a mortal blow, and any other form of life would be endangered.)
What advantages?
No positive repercussion for the population is expected. On the contrary who is running the container terminal will certainly do good business. At the same time the increase of population will be of no importance.
What aftermath?
What the aftermath for the harbour if the dredging will not be performed?
No negative economic consequence is expected if the port operators will be able to know their trade. It’s probable that some of them are going to push things by setting out serious unemployment. Actually the port will flourish on in spite of its present size, if the operators give prominence to quality instead of quantity (official data by A.P. - see also the site – in 2002 + 14.9% million tons of goods transported respect to 2001).
LA NOSTRA TORRE
EIFFEL
Chi dobbiamo ringraziare per aver costruito la centrale ENEL alla Spezia non lo so.
Negli anni passati bruciava carbone a go-go, non da una ciminiera come oggi, ma da quattro.
Sicuramente oggi l'inquinamento si è ridotto parecchio, ma resta pur sempre una mostruosità il fatto che in una città "accucciata in fondo ad un magnifico golfo"(Gian Carlo Fusco, Duri a Marsiglia), circondata dalle colline e quindi con poco ricambio d'aria, possa esistere una enorme centrale elettrica a carbone.
A maggior ragione dopo che la maggioranza degli spezzini si era espressa per la chiusura, mediante referendum consultivo, del quale è stato fatto carta straccia.
Ma ci pensate che vista, che panorama si gode da lassù, dalla ciminiera?
Se un giorno tornerà un barlume di logica, e si decidesse per la chiusura della centrale "Eugenio Montale"(hanno avuto il coraggio di chiamarla con questo nome!!!), spero si possa adattare la ciminiera a fini turistici, il panorama lo merita: il Golfo dei Poeti con Lerici, Tellaro, Palmaria, Portovenere, le Alpi Apuane con le cave di marmo, la Versilia, la Val di Magra, l'arcipelago Toscano, persino la Corsica nelle giornate più nitide, ma anche castelli e santuari, di cui la zona è piena.
Economicamente parlando, una soluzione del genere porterebbe più o meno ricchezza di come viene sfruttata attualmente la centrale?
Finalmente avrebbe forse un senso la denominazione "EUGENIO MONTALE"
Le ultime settimane, alla Spezia, sono state occasione di numerosi dibattiti, pubblici e giornalistici, sulla travagliata questione del futuro del porto. La nostra opinione è che, ferme restando le decisioni a suo tempo assunte dagli enti locali in ordine al nuovo piano regolatore portuale, continui a non esserci la necessaria chiarezza sul futuro, il che non è solo motivo di accentuati contrasti (di cui non si sente davvero il bisogno), ma soprattutto di confusione.
Riproponiamo dunque, con pacatezza, alcune semplici domande, alle quali vorremmo fose data risposta:
a) Dove dovrà essere collocata la futura stazione crocieristica ? Il sindaco Pagano, pur confermando la scelta attuale sul fronte della calata Paita, non ha escluso ripensamenti, chiesti da ambientalisti e da comitati. Chi e come deciderà in via definitiva ? In che tempi ?
b) Il nuovo piano portuale, votato in comune all’inizio del 2002, è fermo a Roma, e non ha ancora passato il vaglio della valutazione d’impatto ambientale al ministero. Poi tale valutazione toccherà alla Regione, poi inizierà l’esame urbanistico. In tutto alcuni anni, come minimo. Ma al convegno di Lerici del 3 febbraio 2001 l’ingegner Pomo, dell’Autorità portuale, riferì che gli studi preparatori del nuovo piano, affidati alla Nei di Rotterdam, sono precedenti al 2000. Quegli studi e le previsioni che ne discendono, saranno ancora validi dopo il 2005 ? E’ possibile un confronto su questo punto con i progettisti ? La domanda non ci sembra, come si dice, di poco momento. Al riguardo, indichiamo due questioni meritevoli di approfondimento: il piano cosiddetto delle “Autostrade del mare”, firmato a Livorno alla presenza del presidente Ciampi, e che il governo Berlusconi/Lunardi si sente impegnato a sostenere; l’insediamento di Contship nel terminal marittimo di Cagliari, riorganizzato con modalità certamente eccedenti il fabbisogno di traffici della sola Sardegna.
c) L’Autorità portuale, dopo le note vicende del ricorso al Tar, sembra aver preso atto che il costo del dragaggio, divenuto oggi bonifica di sito nazionale inquinato, è destinato a crescere di 15/20 volte almeno, rispetto alle previsioni iniziali. Ebbene: si ha oggi un’idea, almeno vaga, di come e quando potranno essere reperiti i finanziamenti necessari ?
Si tratta di domande sulle quali autorità pubbliche e soggetti privati interessati dovrebbero essere intenzionati a dare risposte chiare e convincenti. Altrimenti, il dibattito sul futuro del porto continuerà ad essere ideologico, propagandistico, e non porterà da nessuna parte…