Poeti e Veleni nel Golfo

Tutte le emergenze ambientali della mia città e provincia, le soluzioni possibili.
In primo piano l'espansione del porto, il dragaggio, i veleni e le discariche.
Progetti alternativi sostenibili.
Quello che i media locali quasi mai pubblicano, lo puoi leggere in questo sito.
Sono graditi opinioni, commenti, fotografie, materiale informativo.

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Appello per la Giustizia - Per De Magistris
venerdì, novembre 07, 2008


postato da: sciac alle ore 09:19 | link | commenti
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domenica, ottobre 12, 2008

... Il Porto della Spezia, cioè tutto il Golfo, è una delle cose più stupende che ci siano in Italia...risalendo da Portovenere verso il fondo del golfo, si trova un golfo che si chiama La Castagna; poi una punta di terra, dove c'è un forte; poi, un golfo, che è il porto di Varignano, stupendo...

Chearles De Montesquieu (Viaggio in Italia 1728)

postato da: sciac alle ore 11:24 | link | commenti
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mercoledì, settembre 24, 2008

Convivenza difficile

postato da: sciac alle ore 22:10 | link | commenti
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giovedì, settembre 18, 2008

"La nautica da diporto è il comparto con la più alta capacità di attivazione a valle tra tutti i settori dell’industria marittima e conseguentemente con la maggiore capacità di generare ricchezza: con 1000 euro di investimento si mette in moto una produzione di 4.546 euro". Parola di Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali.

 

Ma c’è di più: "L’industria nautica si presenta come il comparto più dinamico in termini di creazione di nuova forza lavoro: per 100 unità di lavoro addizionali si attivano complessivamente - a monte e a valle - 790 unità".

Allora perché puntare sempre ancora sui container, quando crociere e nautica garantiscono maggior occuopazione e maggior indotto (e meno discariche)?

postato da: sciac alle ore 13:33 | link | commenti (2)
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domenica, giugno 22, 2008

Dal porto agli spezzini non arrivano profitti

Di Elena Maria Tartaglione Tellarini

Lunedì 16 il Centro Allende ha ospitato per l'intera giornata il convegno "La Spezia e il suo Porto".
Alcune considerazioni in proposito:

1) Si continua a parlare del "porto" di Spezia ma volutamente si dimentica che Spezia non è un porto naturale, ma un "golfo" nell'ambito del quale si è costituito prima un porto militare e poi uno commerciale.

2) Non è giusto parlare di attività "compatibili", di attività  cioè  che possono cobnvivere bene nel golfo. Basta ricordare l'etimologia del vocabolo "compatibile" : "soffrono insieme".

3) Riusciranno a convivere superbe navi crociere e mega porta container sempre più grandi?

4) Il solito ricatto occupazionale qui non funziona. Infatti nelle cifre (ingigantite) dei lavoratori del porto sono compresi anche i ferrovieri e anche chi in porto ci entra per portare le casse della birra. Comunque basta il rapporto tra superficie occupata dalla mobilitazione container e i lavotratori occupati per capire che i terminals di occupazione ne danno ben poca e, grazie alla "razionalizzazione" degli impianti, ne daranno sempre meno.

5) E intanto agli spezzini (che da sempre aspettano la fascia di rispetto) non arrivano né profitti né soldi, ma poveri, rumori e traffico sempre più caotico.

6)E soprattutto a noi cittadini viene nascosta quella che è la verità vera: amministratori e autorità varie, potentati economici e terminalisti vogliono impadronirsi del nostro mare, distruggere il nostro golfo che è la nostra grande unica ricchezza, la nostra stessa identità.

7) Insomma all'Allende si è parlato delle grandoi prospettive dell'economia del mare, di autonomia finanziaria e di gestione extra gettitofinanziario (questioni che forse pochi riescono a percepire). E si è parlato di ritardi a causa dei ricorsi contro i dragaggi (maledetti ricorsi al TAR!) e di riempimenti vari (col cemento): i famigerati "tombamenti" di tanto mare. E si è parlato di migliori collegamenti con la pianura padana, dell'Autocisa e dell'Autobrennero e del terzo bacino.

8) E del viale San Bartolomeo e dei cittadini del Levante e di quelli di Fossamastra (che ora alle spalle hannoquella che sarà una fogna a cielo aperto) se ne è parlato? E della nostra salute, bene prezioso (anche in termini economici) e non barattabile, se ne è parlato?

PS:
quanti di noi cittadini sappiamo che cosa ci riserva il vecchio piano regolatore del porto e soprattutto che cosa è effettivamente il recente sbandierato Waterfront?

postato da: sciac alle ore 21:35 | link | commenti (2)
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